Siniscola, bollette pazze di Abbanoa
I socialisti chiedono l’intervento dell’Anci: «Sono tutti crediti ormai prescritti»
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SINISCOLA. Proteste da parte di numerosi utenti siniscolesi che negli ultimi giorni hanno ricevuto dei solleciti per il mancato pagamento delle bollette dell’acqua risalenti anche ad oltre dieci anni fa. «In sostanza – dicono Antonio Bidoni e Rocco Celentano, entrambi del Psi – Abbanoa richiede somme agli utenti in un momento drammatico per l’emergenza sanitaria pagamenti per il 2007-2008-2009. C’è chi si ritrova quindi con le preoccupazioni e le incertezze a riprendere la propria attività lavorativa e la richiesta di pagare bollette acqua scadute e prescritte. Per dirla con parole giuridiche i crediti si prescrivono entro cinque anni – spiegano i due – e la richiesta di recupero del credito deve essere notificata, con lettera raccomandata ar, all’utente entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al periodo di consumo acqua. Mentre dal gennaio 2018 la prescrizione del credito derivante dalle bollette acqua, luce e gas è passata da cinque anni a due anni. Con la rottamazione governativa delle cartelle di pagamento Abbanoa ha perso un’occasione legislativa molto importante avallando la rottamazione delle cartelle/bollette di pagamento e cancellare tutte quelle giacenti nei tribunali ordinari, che creano solo costi per le procedure, spese processuali e non portano benefici, in termini economici, nelle casse dell’azienda».
«Aderire alla rottamazione – dicono ancora – significava risparmiare i costi derivanti dai processi pendenti presso i tribunali e beneficiare gli utenti, sgravandoli da incombenze assurde ed illegittime. Sarebbe opportuno – concludono Bidoni e Celentano – che Abbanoa, valutasse nel prossimo futuro, la possibilità di un vero condono finalizzato a disinquinare tutte le partite contabili espresse in bilancio, al fine di ripartire con modi e termini chiari. Di questo dovrebbero farsene carico i sindaci, l’Anci e la Regione, per alleggerire nella misura possibile il carico delle bollettazioni sugli utenti e dare agli stessi risposte obiettive per creare condizioni migliori di fruizione del servizio con certezza del costo». (s.s.)
«Aderire alla rottamazione – dicono ancora – significava risparmiare i costi derivanti dai processi pendenti presso i tribunali e beneficiare gli utenti, sgravandoli da incombenze assurde ed illegittime. Sarebbe opportuno – concludono Bidoni e Celentano – che Abbanoa, valutasse nel prossimo futuro, la possibilità di un vero condono finalizzato a disinquinare tutte le partite contabili espresse in bilancio, al fine di ripartire con modi e termini chiari. Di questo dovrebbero farsene carico i sindaci, l’Anci e la Regione, per alleggerire nella misura possibile il carico delle bollettazioni sugli utenti e dare agli stessi risposte obiettive per creare condizioni migliori di fruizione del servizio con certezza del costo». (s.s.)
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