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Settore balneare verso la ripresa Cabula: «Servono regole chiare»

di Alessandro Farina

BOSA. In attesa di Dpcm, ordinanza regionale e soprattutto di capire come sarà possibile riaprire i locali alla luce delle nuove disposizioni anti contagio, il responsabile zonale per il settore...

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BOSA. In attesa di Dpcm, ordinanza regionale e soprattutto di capire come sarà possibile riaprire i locali alla luce delle nuove disposizioni anti contagio, il responsabile zonale per il settore balneare di Confesercenti, Angioletto Cabula, fa il punto della situazione di questi giorni di stop forzato e lancia alcune proposte, partendo dalla necessità di ripulire l’ampio tratto di arenile della spiaggia invaso dalla vegetazione, magari per trasformarlo in ulteriore spazio dove accogliere ombrelloni distanziati e bagnanti. L’auspicio, per incentivare i visitatori a frequentare la spiaggia, è che l’amministrazione eviti questa estate di istituire i parcheggi a pagamento sul Lungomare. È una Bosa Marina dal clima surreale quella di questi giorni già di caldo, sole e mare praticamente piatto nella rada dell’isola Rossa, visto che negli anni scorsi la spiaggia era già meta di non poca movida diurna e notturna. «Qui alla Bussola – il bar ristorante pizzeria con annesse cinque case vacanza, azienda di Angioletto Cabula – il pieno in queste settimane è stato di disdette» afferma sconsolato l’imprenditore che come altri operatori, spera di poter tornare al più presto operativo. Intanto lavora per allestire il locale, in attesa del via libera all’utilizzo delle spiagge in Sardegna, «anche se ancora non sappiamo cosa di preciso sarà richiesto, in tema di norme di distanziamento negli stabilimenti e nelle spiagge libere». Il colpo assestato da queste settimane di inattività è stato intanto più devastante che pesante. «La situazione è di estrema difficoltà. In genere apriamo a marzo e gli incassi di questo periodo ci servono per spese di manutenzione e allestimento di inizio stagione» aggiunge. Comunque si guarda avanti, al possibile futuro, anche a Bosa Marina. L’auspicio è che le regole siano chiare, semplici, e soprattutto che sia massima la semplificazione di pratiche burocratiche spesso estenuanti. La spiaggia intanto si presenta in parte non proprio al meglio. «In larghezza, dalla battigia fino a metà arenile, da qualche giorno un mezzo provvede alla pulizia. Ma da lì al limite degli stabilimenti e delle strutture c’è una distesa di sterpaglie dove si trova di tutto, zecche comprese. Una situazione – sottolinea Cabula – che va avanti da tempo ma ora è assolutamente insostenibile». La richiesta è quindi che si proceda in tempi rapidi a disinfestazione e pulizia, ma non manca anche una proposta operativa. «Questo tratto di arenile, liberato dalla vegetazione e arricchito da più passerelle sistemate a pettine, potrebbe offrire non pochi spazi da tempo invece preclusi».

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