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Nuoro

PROTOCOLLI 

Tra burocrazia e generosità spazio anche alla commozione

NUORO. «All’emergenza si è aggiunto il timore di non fare in tempo a tradurre efficacemente tutti i vari Dpcm che si sono susseguiti». Le disposizioni ministeriali sui protocolli da seguire hanno...

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NUORO. «All’emergenza si è aggiunto il timore di non fare in tempo a tradurre efficacemente tutti i vari Dpcm che si sono susseguiti». Le disposizioni ministeriali sui protocolli da seguire hanno tolto il sonno anche a chi doveva mettere in atto la catena della sicurezza. Ma, sottolinea Fabio Sassu, «siamo stati sostenuti dal capo del Corpo, Dattilo, e dal comandante regionale Porcu. Si sono fatti carico di pubblicare e aggiornare continuamente le procedure». A sostenere il lavoro del Comando provinciale di Nuoro, uno dei più estesi a livello nazionale, c’è stata la collaborazione di tutti, vigili e amministrativi. «Una piacevole scoperta. Impiegati quasi tutti in smartworking, uffici coperti il minimo indispensabile e per turni. Tutti si sono dimostrati molto attivi, si è ragionato per obiettivi e non per orario di lavoro. Un modello che potrà essere utilizzato anche in futuro». Per il Comando provinciale, il Covid ha significato - come per tutti - uno stravolgimento di abitudini consolidate. «Abbiamo dovuto regolare l’accesso dei fornitori, sanificare la mensa, ad esempio». Sulla sicurezza interna, i vigili di Nuoro, hanno deciso di applicare precauzioni in più con una sorveglianza sanitaria in caso di contatto del personale con persone potenzialmente infette. «Abbiamo messo i colleghi fuori dal servizio, grazie al fatto che il personale se è prestato alle sostituzioni». Di questi mesi, al comandante Sassu è rimasto impresso il senso di solidarietà. Anche l’associazione dei vigili del fuoco in pensione si è resa disponibile ad aiutare, come ha potuto. E poi, «I miei uomini hanno proposto una colletta. Abbiamo comprato un televisore e dei giochini per i bambini della Pediatria. Siamo andati e li abbiamo consegnati. Abbiamo tutti applaudito, un applauso per i medici, gli infermieri, il personale. Che dire, ci siamo tutti commossi».(simonetta selloni)

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