Macchinari rotti e Covid, odissea per fare l’emogas

Macomer, una donna dipendente dall’ossigeno si è vista rinviare l’esame Cattina (Assl): disagi aggravati dall’emergenza, domani il test a domicilio

MACOMER. Un prelievo di sangue arterioso che ancora non si riesce a fare, indispensabile per capire le condizioni di una donna costretta a respirare con l’aiuto delle bombole di ossigeno 24 ore al giorno. Il disagio della signora (la cui identità resta riservata per ragioni di privacy) è stato denunciato dal marito, ed è in gran parte il risultato dei rinvii dovuti all’emergenza Covid. A questi però si sono aggiunti altri elementi, come il fatto che la pneumologa in servizio al Poliambulatorio di Macomer dall’inizio della settimana sia assente (in maternità) e la sua sostituzione ancora non è avvenuta, per quanto sia stata disposta dalla Assl.

La vicenda ha inizio qualche giorno fa. I familiari della donna si sono resi conto che i parametri erano fuori norma. La signora, per via della sua patologia, è stata in ospedale quasi due mesi a partire da dicembre. Finora, l’emogasanalisi (il controllo attraverso il prelievo del sangue arterioso), è stato quasi sempre fatto in ospedale. L’esame è importantissimo per il dosaggio della terapia. «Tre volte hanno provato a prelevare il sangue a casa, e per ben due volte il prelievo non è andato a buon fine», sottolinea il marito. Peraltro, la richiesta di ammissione all’Adi (l’assistenza domiciliare) è stata presentata «tra il 15 e il 20 gennaio scorsi, già allora ci avevano detto che se ne sarebbe parlato ad aprile ma ora è tutto rinviato», continua il marito. L’uomo ha contattato il Poliambulatorio dove però ha avuto la sgradita sorpresa della indisponibilità del medico, via per maternità. «Ci hanno detto di contattare l’ospedale Zonchello, ma lì ci hanno rimandati al nostro medico curante, invitandoci a chiedere l’intervento del personale sanitario a Macomer». Il marito della paziente è andato al Poliambulatorio con l’impegnativa del medico curante per prenotare la visita. «Giovedì ho depositato l’impegnativa nella cassetta indicata dai percorsi tracciati, ma sono invece stato affrontato da tre uomini bardati da capo a piedi che mi hanno detto che non potevo stare lì». Alle proteste, è seguito una risposta: «Verrà a domicilio l’infermiera, domani». Ma venerdì mattina, altra sorpresa: «Alle 9 ci hanno chiamato per dirci che il macchinario era rotto».

«È vero, la pneumologa è assente, ma sarà sostituita a breve – dice Grazia Cattina, direttrice generale dell’Assl –. Ma ho già firmato l’autorizzazione alla sostituzione della dottoressa, e il macchinario è stato riparato. Già domani potrà essere fatto il prelievo. Mi dispiace per i disagi della paziente, purtroppo alcuni tempi sono dilatati dall’emergenza. In ogni caso, le difficoltà si possono segnalare all’Ufficio relazioni con il pubblico, si può chiamare, scrivere, sono lì per quello».(si.se.)

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