Budoni, neppure la pandemia ha ridotto il consumo di alcol
BUDONI. I componenti del club Vida Noa di Budoni, l’associazione che si occupa di combattere l’alcolismo offrendo supporto e consigli alle famiglie a causa del divieto di assembramento, da oltre due...
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BUDONI. I componenti del club Vida Noa di Budoni, l’associazione che si occupa di combattere l’alcolismo offrendo supporto e consigli alle famiglie a causa del divieto di assembramento, da oltre due mesi rinuncia alle consuete riunioni. «Ho riscontrato che tante famiglie hanno reagito bene alle restrizioni – dice il presidente Servitore Giovanni Canu – ma purtroppo non tutti hanno seguito uno stile corretto di vita. Pensavo che nel periodo di isolamento molte persone con dipendenze avrebbero colto l’occasione per iniziare a vivere in modo sobrio. Essendo chiusi bar e sale di slot machine, per due mesi i consumatori hanno dovuto per forza astenersi dalle insane passioni e mi sono illuso che si sarebbe sviluppata la consapevolezza per avviare un comportamento responsabile rispetto ai fattori di rischio». Speranze che a quanto pare, in alcuni casi, sono andate deluse. Le informazioni arrivate dall’osservatorio nazionale alcol, ma anche da tanti esercenti del territorio, infatti, evidenziano un aumento esponenziale della vendita di bevande alcoliche. «In qualche caso – spiega Canu – mi è stato riferito che in alcuni negozi si esauriva la scorta di alcolici e che dei clienti, hanno anche preso a male parole l’esercente. Questo mi fa pensare che il consumo di alcool avviene in misura maggiore tra le mura domestiche e non nei bar». (s.s.)
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