In principio dieci canoe, ora la “flotta” ne conta 40
DORGALI. «Quando è nato, l'invaso da un lato ci ha portato benessere, dall'altro ci ha tolto le strade che c'erano. Noi non potevamo più raggiungere il nostro podere, se non fosse all'aiuto di nostri...
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DORGALI. «Quando è nato, l'invaso da un lato ci ha portato benessere, dall'altro ci ha tolto le strade che c'erano. Noi non potevamo più raggiungere il nostro podere, se non fosse all'aiuto di nostri parenti. Da anni ho presentato un progetto che giace impolverato in qualche cassetto», dice Nanni Nieddu. Ma come è cominciata la nuova attività? «Facevo il pastore, poi la svolta. Ho iniziato nel 1998 con le canoe. Una scommessa che sembrava persa in partenza. L'idea mi è venuto vedendo una famiglia di tedeschi. Con le loro canoe passavano le giornate pagaiando sul lago. Ho pensato: se questi signori arrivano dalla Germania in questo angolo sperduto della Sardegna, perché non provo a fare qualcosa? Ho ricevuto un finanziamento dal Gal ho iniziato con una decina dei canoe. È stato un successone, tanto che le canoe hanno partorito e dopo qualche anno sono diventate 40. Ho sempre migliorato il servizio e la sicurezza. Sempre con un occhio di riguardo al rispetto dell'ambiente, con mio figlio abbiamo preso una imbarcazione per una decina di posti, anche con motore elettrico. La usiamo come supporto per le canoe, anche per dare un servizio a chi in canoa non può o non sa andare ma non vuole perdersi lo spettacolo».(n.mugg.)
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