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Nuoro

Murgia (M5s) dice no ai partiti

Murgia (M5s) dice no ai partiti

Il candidato sindaco apre al confronto con le liste civiche ma è categorico con le sigle politiche storiche 

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NUORO. Nessuna alleanza con i partiti. Il movimento è inflessibile e il candidato a sindaco Alessandro Murgia prende alla lettera la regola. Cinque stelle per le comunali a Nuoro sarà un blocco contrapposto alla coalizione di sinistra e progressista, così come al centrodestra. Mentre c’è un’apertura verso i “civici”: «Abbiamo incontrato alcuni gruppi – dichiara Murgia – e con altri pensiamo di confrontarci. Allargare il fronte politico è fondamentale. Con una lista sola, o si suicidano gli altri, o si perde. Dico questo, perché a parte la brutta battuta, nei diversi fronti politici non si vede un gran movimento».

Il candidato Murgia, ematologo al San Francesco, già aspirante sindaco nel 2010 con Idea Comune, dice di voler fare la propria strada senza guardare troppo in casa d’altri. Il movimento l’ha chiamato a supportare la causa e investito del ruolo con la votazione degli attivisti. Quaranta partecipanti: oltre la metà ha scritto “Murgia”. Da quella riunione di primavera è venuta fuori anche la lista, certificata dalla dirigenza nazionale. «Mancano un paio di nomi – dice Murgia – che aggiungeremo più avanti. Nello stesso tempo, lavoriamo per creare delle formazioni collegate». Il tempo stringe, ma non tanto da portare a mutare atteggiamento al medico e politico, che ha una scaletta di priorità: «Per noi – dice – è fondamentale il programma. Proprio in questi giorni sono impegnato con alcuni ingegneri su una proposta che riguarda le energie rinnovabili, da utilizzare nei locali comunali, ma anche da consigliare ai privati». L’energia pulita è solo uno dei temi cari a Murgia, candidato che vuole far capire la diversità politica sua e dei seguaci: «Il mio e di altri amici – spiega ancora – è un impegno in continuità con quello di Idea Comune. Lo conferma il fatto che già nel 2015 i Cinque stelle volevano certificare la nostra lista, perché le iniziative erano esattamente quelle proposte nel loro programma politico». Oggi, però, è per alcuni versi una pagina diversa. Rispetto a cinque anni fa Cinque stelle ha aperto ai civici e non sembra possa dare per impossibili accordi post-elettorali, anche con i partiti, per il raggiungimento di specifici obiettivi amministrativi. Se c’è una differenza rispetto ai nuovi compagni di viaggio, Murgia è ancora più drastico: «Fare delle intese elettorali si può – dice – se tutti si è d’accordo sul programma. Perché nelle coalizioni ci si unisce con l’obiettivo di vincere le elezioni e poi ci si divide sugli obiettivi». Un salto in lungo all’eventuale ballottaggio, porta Murgia ad anticipare: «Se, per ipotesi, non fossimo più della partita, non daremmo indicazione ai nostri simpatizzanti su chi votare. Prevale il rispetto della scelta individuale di ciascuno».

Sui segnali lanciati sin dai mesi scorsi dal centrosinistra e, in particolare, dal Pd, il candidato pentastellato non nega un secondo passaggio di concetti: «Credo che tra di noi – afferma – non manchino alcune idee comuni. Del resto, tra i Cinque stelle sono presenti diversi ex comunisti, anche se sono più gli ex democristiani nel Pd. Ora, se proprio dovessimo qualificarci, direi che siamo di estrema sinistra, non nella brodaglia del centro». (f.p.)

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