Aggressione e rapina al chiosco processo verso la conclusione

NUORO. Secondo l’accusa, nel mezzo di una rissa nel chiosco della Solitudine, insieme ad altre persone avevano aggredito un giovane di Loculi, e poi gli avevano rubato l’auto. Per la difesa, invece,...

NUORO. Secondo l’accusa, nel mezzo di una rissa nel chiosco della Solitudine, insieme ad altre persone avevano aggredito un giovane di Loculi, e poi gli avevano rubato l’auto. Per la difesa, invece, non hanno commesso alcuna rapina. E un teste della loro lista, ieri, in udienza, lo ha confermato. È proseguito ieri il processo che vede Giovanni e Giuseppe Bussa, due allevatori nuoresi, padre e figlio, a giudizio con l’accusa di rapina e aggressione in concorso. L’episodio contestato era accaduto il 26 agosto del 2017 al chiosco bar della Solitudine. I due imputati sono difesi dagli avvocati Concetta Sirca e Angelo Magliocchetti. Mentre come parte civile, attraverso l’avvocato Lorenzo Soro, si è costituito la vittima della rapina: Giuseppe Chessa. Ieri, dunque, in udienza ha deposto la barista del chiosco. Rispondendo alle domande dell’avvocato Sirca, la giovane ha spiegato che dopo la rissa, aveva visto i due Bussa uscire dal chiosco «insieme a tanti altri, ma non ricordo il fuoristrada di Chessa. Non so chi lo ha preso». Il processo proseguirà il primo luglio con la discussione. (v.g.)

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