Un vivaio per affrancarsi dalla disabilità
di Alessandra Porcu
Macomer, il progetto del Rotary club consentirà a ragazzi con difficoltà di reinserirsi e lavorare
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MACOMER. Lo scopo del progetto promosso dal Rotary club di Macomer, verrà presentato ufficialmente sabato 18 luglio alle 11 nei locali della cooperativa Progetto H, è quello di consentire alle persone con disabilità non gravi di reintegrarsi socialmente, svolgendo un'attività lavorativa. Stiamo parlando della realizzazione di un vivaio. «Ampio 560 mq - sottolinea il presidente del club Mariano Cadoni -. Si trova in via Lussu e avrà un sistema di coltivazione ortiva per facilitare le attività dei ragazzi. La tipologia di produzione sarà “fuori suolo”, con metodologia a fertirrigazione, tecnica all'avanguardia che utilizza l'acqua irrigua come veicolo di sostanze nutritive per le piante». Per poter prendere parte al programma, i giovani dovranno essere formati attraverso degli appositi corsi. Un ruolo importante verrà rivestito dalla cooperativa sociale “Progetto H”. Suo il compito di occuparsi dell'inserimento dei ragazzi portatori di disabilità e della gestione del programma. La serra, installata su un terreno di 1000 mq messo a bando dall'amministrazione civica con concessione a titolo gratuita, è stata assegnata al club rotariano cittadino. «Siamo riusciti a dar gambe al progetto - spiega Cadoni - grazie ai fondi ricevuti da una sovvenzione globale concessa nel 2018 dalla fondazione Rotary. Anche il Rotary di Macomer e quello corso di Porto Vecchio hanno dato il proprio contribuito. L'ammontare complessivo dello stanziamento è pari a 50mila euro. La realizzazione del vivaio, oltre alle imprese specializzate del settore, ha coinvolto pure i soci del club. «Ritengo che un'iniziativa di tale portata - sottolinea Cadoni - sia di grande impatto sociale. Il suo intento principale è quello di offrire opportunità occupazionali ai soggetti più deboli».
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