Lo sballo alcolico degli under 18 senza controlli
di Stefania Vatieri
Aumentano i casi di giovanissimi che ricorrono al SerD Poche verifiche sui pubblici esercizi, municipale via dalle 20
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NUORO. La mappa dello sballo per gli under 18 inizia nei pub nuoresi dove nessuno nega l’alcool. E gli effetti sull’organismo sono devastanti. Un fenomeno che in città sta prendendo piede in modo esponenziale anche a causa dei blandi controlli delle forze dell’ordine. E i ragazzi sanno bene che l’alcol si consuma e si compra facile. Sono tantissimi i giovani che bevono abitualmente cocktail nei locali cittadini e sono anche tanti i minori che comprano bottiglie di super alcolici nei supermercati per sballare nelle feste o nelle piazze semi deserte della città. L'età media dei giovani in giro è bassa. Ci sono anche tredicenni. Su dieci ragazzi più della metà bevono, ragazze comprese. Basta fare un giro intorno ai locali più frequentati, a partire dal centro, per arrivare fino alle zone più periferiche del capoluogo barbaricino per capire subito che il rispetto del divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, una legge in vigore dal 20 febbraio 2015, è praticamente inesistente. Qualcuno, al fatto che l'alcol a fiumi possa fare male, ci pensa. Ma le regole sono quelle del gruppo e normalmente alle controindicazioni si bada poco. Correlati all’eccessivo consumo di alcol ci sono anche atti di vandalismo. Ultima di una lunga serie la vicenda che ha riguardato il danneggiamento di un ulivo secolare nel rione Seuna sfregiato da due giovani in stato di ebrezza. Un problema noto alle forze di polizia municipale cittadina, ma i controlli si fermano alle otto di sera. Nessuna stretta dunque. Il questore di Nuoro, Massimo Colucci, spiega: «Le verifiche di polizia amministrativa sia su segnalazione dei cittadini, sia purtroppo nei casi d’eccessi che sfociano in liti sono costanti - sottolinea -. Ma i controlli sui pubblici esercizi sono una competenza della polizia municipale». Peccato che il servizio su strada dei vigili urbani termini alle 20, proprio quando i giovani iniziano a uscire. Gli ultimi dati Istat segnalano un incremento dei consumi dovuti alle bevande alcoliche, soprattutto tra i teenager. Ma che l’abuso di alcol tra i giovanissimi sia in aumento lo conferma anche la direttrice del Servizio per le dipendenze Rosalba Cicalò, che sottolinea: «I numeri parlano di un aumento dell’uso di alcool tra minori del nostro territorio - spiega Rosalba Cicalò -, un’evidenza data anche dal numero crescente di richieste di consulenza che arrivano al nostro Centro». L’allarme è soprattutto per il fenomeno del binge drinking, ovvero le «abbuffate» di alcol con un consumo di 5 o più drink in breve tempo, persino nell’arco di 15 minuti: «Un nostro studio sugli studenti delle scuole barbariche - sottolinea Cicalò - evidenzia come la percentuale di ragazzi che pratica il bing drinking sia maggiore rispetto agli altri paesi europei. Ciò deve far scattare l’allarme rispetto ad un fenomeno che - conclude l’esperta - si sta diffondendo a macchia d’olio tra gli adolescenti e che ha conseguenze gravissime». I ragazzi bevono fino a stare male. Non trovano alcol solo nei bar, ma questi hanno una forte responsabilità perché le leggi spesso non vengono rispettate. «Gli alcolici ai minorenni non vanno venduti - prosegue Rosalba Cicalò -. Stiamo crescendo una generazione con la cultura dello sballo. Controlli a tappeto nei locali e multe più onerose non risolvono il problema, ma creano un deterrente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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