Ripartono i piani di inclusione sociale
di Alessandra Porcu
Macomer, le attività riguardano i beneficiari del reddito di cittadinanza
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MACOMER. Dopo oltre un anno di inattività i beneficiari del reddito di cittadinanza residenti nei paesi dell'Unione dei Comuni del Marghine, almeno quelli che saranno giudicati idonei per farlo, verranno impiegati nei Progetti utili alla comunità. Questi prevedono l'inserimento lavorativo in diversi ambiti. «Com'è noto - spiega la referente del Plus Francesca Canu - i nuclei percettori del sussidio sono tenuti alla sottoscrizione di un “patto per l'inclusione sociale” che prevede obiettivi e impegni. Tra questi ultimi può figurare, appunto, lo svolgimento dei Progetti nel luogo di residenza. A tal fine l'ufficio Pon ha già avviato gli incontri con i beneficiari e prospettato alcune ipotesi di intervento. Il ministero del Lavoro - precisa - aveva sospeso tutti gli obblighi in capo ai percettori del reddito di cittadinanza fino al 17 luglio. Attendiamo, dunque, la nuova circolare per comprendere come agire. Al momento non sappiamo con certezza quando si potranno avviare le attività. Potrebbe slittare, presumibilmente, tutto a settembre». A Macomer sono 62 i beneficiari del sussidio seguiti dall'ufficio Pon dell'Unione dei Comuni del Marghine. Più di 650, invece, quelli residenti in tutto il territorio e di cui si occupa il Centro per l'impiego di via Cavour. «La nostra, come le altre amministrazioni - afferma l'assessora ai Servizi sociali Rossana Ledda - ha redatto un catalogo. Un insieme di progetti che possono riguardare le piccole manutenzioni o la cura del verde pubblico, un impiego nelle biblioteche oppure nei i centri estivi. Le mansioni saranno diversificate così come il tempo da dedicare. Si andrà dalle 8 alle 16 ore settimanali».
«Chiaramente - precisa Francesca Canu - ogni caso dovrà essere valutato singolarmente. Tra le decine di persone, potrebbero esserci anche quelle esentate dallo svolgimento di tali servizi. Mi riferisco in particolare a chi, ad esempio, è costretto a farsi carico di un familiare disabile. L'auspicio - conclude - è che a breve sia possibile dare piena attuazione allo spirito del reddito di cittadinanza». Dello stesso avviso l'assessora ai Servizi sociali. «Aiutare chi si trova in difficoltà è un obbligo delle istituzioni - afferma Rossana Ledda -. È però, necessario impedire che le misure assistenziali possano trasformarsi in un problema culturale. Se si percepiscono dei denari pubblici si ha il dovere di mettersi a disposizione della comunità. Mi auguro, quindi, che i Puc possano partire quanto prima».
«Chiaramente - precisa Francesca Canu - ogni caso dovrà essere valutato singolarmente. Tra le decine di persone, potrebbero esserci anche quelle esentate dallo svolgimento di tali servizi. Mi riferisco in particolare a chi, ad esempio, è costretto a farsi carico di un familiare disabile. L'auspicio - conclude - è che a breve sia possibile dare piena attuazione allo spirito del reddito di cittadinanza». Dello stesso avviso l'assessora ai Servizi sociali. «Aiutare chi si trova in difficoltà è un obbligo delle istituzioni - afferma Rossana Ledda -. È però, necessario impedire che le misure assistenziali possano trasformarsi in un problema culturale. Se si percepiscono dei denari pubblici si ha il dovere di mettersi a disposizione della comunità. Mi auguro, quindi, che i Puc possano partire quanto prima».
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