Emergenza in porto a Bosa, ma è soltanto un’esercitazione

BOSA. Testare procedure e tempistiche di intervento, e la risposta di uomini e mezzi ad una emergenza alla foce del Temo. Questo l’obiettivo dell’esercitazione antincendio che si è svolta nell’area...

BOSA. Testare procedure e tempistiche di intervento, e la risposta di uomini e mezzi ad una emergenza alla foce del Temo. Questo l’obiettivo dell’esercitazione antincendio che si è svolta nell’area del porto fluviale di Bosa ieri pomeriggio, coordinata dal tenente di vascello Fabrizio Fascella, al comando da qualche settimana della Guardia costiera di Bosa, in collaborazione con polizia locale e Comitato Croce rossa italiana di Bosa.

Nel corso dell’esercitazione, iniziata alle 15, è stata coinvolta anche la componente Sar (Search and rescue) delle capitanerie di porto, oltre a un soccorritore marittimo addestrato e abilitato. Lo scenario, tenendo conto della tipologia di unità navali che stazionano abitualmente nel porto di Bosa, ipotizzava un incendio a bordo di un natante da diporto. Una volta scattato l’allarme alla sala operativa della Guardia costiera, è partita la simulazione di soccorso, che comunque si è svolta rispettando tutte le procedure di una vera emergenza. A rendere più efficace e complessa l’operazione anche la simulazione di combustione degli abiti di uno dei diportisti, mentre un altro si è buttato in acqua.

L’intervento è consistito quindi nell’allontanare l’imbarcazione verso un’ansa del fiume, distante dalla banchina, procedendo, poi, allo spegnimento dell’incendio. Contestualmente il soccorritore della guardia costiera si è tuffato dalla motovedetta Cp 835 per soccorre il diportista che rischiava di annegare. Sul posto anche l’idroambulanza della Cri Bosa con a bordo il personale Opsa, che ha prestato soccorso alla persona ustionata, condotta alla banchina fluviale dove ad attenderlo c’era un’ambulanza. Le operazioni si sono concluse intorno alle 15,30. È seguito un incontro con il comandante Frascella, per fare il punto della situazione e valutare le tempistiche e modalità di intervento, ritenuti adeguati rispetto ai piani e protocolli d’emergenza in vigore.

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