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Nuoro

Tutti in piscina, a quota 800 metri

di Simonetta Selloni
Tutti in piscina, a quota 800 metri

L’impianto di Farcana ha aperto 20 giorni fa: una media di ottanta persone al giorno, pienone nel fine settimana

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NUORO. E se proprio non possono essere “spiagge di cocco e di granite”, una ragionevole alternativa per chi al mare non può andare c’è e si chiama piscina di Farcana. Il mare dei nuoresi, solo, a 800 metri di altezza, l’impianto di Farcana è stato aperto al pubblico tre settimane fa e da allora marcia a pieno ritmo. «Bisogna dire che considerati i tempi e la situazione, non ci lamentiamo. Ogni giorno abbiamo una media di 70- 80 presenze. Sabato e domenica c’è il pienone. Naturalmente siamo condizionati dalla situazione meteorologica». Antonello Farina, con la società SSD Nuoto club Nuoro gestisce la piscina di via Lazio e ora quella di Farcana. Aggiudicazione per sei mesi - che si riducono a due se andrà bene -, ma ne vale la pena. «Abbiamo scelto di utilizzare la prima e l’ultima corsia raddoppiandone lo spazio, ossia abbattendo i divisori, per dare la possibilità alle famiglie di stare più vicino ai bambini e per stare più comodi», sottolinea Farina. E quindi, nella vasca formato famiglia ci sono canotti e canottini, bimbi festanti e chiunque voglia pigramente starsene a mollo, mentre le corsie centrali sono riservate a chi nuota sul serio. Ancora più dopo il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria.

Che sulla fruibilità di Farcana incida la variabile meteo era prevedibile. «Qualche giorno fa abbiamo dovuto chiudere. Nuvole e pioggia, non potevamo correre rischi» aggiunge il gestore. Ma i nuoresi non si fanno spaventare troppo, e bisogna anche considerare che Farcana si trova su un altro versante dell’Ortobene rispetto alla città, per cui succede che a una giornata grigia nel capoluogo ne corrisponda una soleggiata all’impianto. In ogni caso, in tanti fanno professione di ottimismo e scelgono l’opzione di una vacanza alternativa a costi contenuti. Per essere più precisi: le tariffe vanno dal biglietto intero, dalle 9.30 del mattino alle 19.30, 8 euro e mezzo, mezza giornata (suddivisa nelle fasce 9.30-14.30 e 14.30-19.30) 6 euro e mezzo; i biglietti ridotti, per i ragazzi dai 4 ai 12 anni e per gli over 65, costano 6 euro (intero) e 5 euro mezza giornata. I prezzi sono comprensivi di sdraio, ombrellone, spogliatoi con docce. Accesso gratuito per i disabili (per i quali è stato anche predisposto l’elevatore), e per famiglie. Non si fanno abbonamenti: l’esperienza degli anni scorsi ha insegnato che, proprio per la variabile maltempo, non sempre chi salta il turno riesce a recuperalo. A Farcana si può anche andare solo per nuotare, con un ticket contenuto. E il “range” dei visitatori è da zero a cento anni.

Arrivare con la linea Atp costa due euro, uno per salire e uno per scendere. Non è pochissimo, in realtà, ma la considerazione è che per tornare a casa - e questo discorso vale soprattutto per i ragazzi - un unico biglietto di ritorno consente di rientrare a destinazione, visto che si tratta di un ticket a tempo della durata di un’ora e mezza. Un margine più che sufficiente per rientrare in città e cambiare mezzo.

Certo, il mare è un’altra cosa. Ma fare di necessità virtù non è sempre così male. Il post Covid ha prodotto pesanti effetti economici anche su buona parte dei cittadini. Permettersi di fare una vacanza al mare significa affrontare costi che per molte famiglie sono diventati, almeno per quest’anno, insostenibili. Se si pensa che andare al mare costa carburante, parcheggio, se non si vuole considerare anche l’affitto di ombrelloni e sdraio, si può capire perché Farcana continui a essere una valida opportunità.

A oggi, almeno ottocento persone hanno frequentato l’impianto. La società di gestione ha stretto accordi con ludoteche e il sistema di accoglienza funziona. Chi vuole può consumare anche pasti veloci. Le misure di sicurezza vengono osservate, contando anche sul buon senso.

Ah, ultima considerazione: il contesto è splendido. È che l’abitudine rende un po’ tutti distratti, e l’Ortobene è come una compagna/o di lungo corso la cui bellezza quasi non si percepisce più. Ma c’è. Basta sollevare lo sguardo dalla vasca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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