Ferrovia Macomer-Olbia, ventitrè sindaci in campo

Dopo l’adesione dei primi cittadini del Marghine, si allarga il fronte pro-treno «La Regione convochi il tavolo con Rfi. Ci sono le risorse del Recovery fund» 

NUORO. Dalla costa orientale all’interno, passando per la valle del Cedrino: la mobilitazione per realizzare una nuova linea ferroviaria Macomer-Nuoro-Olbia, sta unendo interi territori, comunità, sindaci e comitati, molto più di tanti altri temi caldi. Sono ventitrè, finora, i primi cittadini della provincia, fino a Olbia, che hanno mandato alla Regione la loro adesione al progetto chiedendo che la stessa Regione «avvi un tavolo tecnico con Rete ferroviaria italiana per la cessione della linea Nuoro-Macomer a Rfi, la quale possa progettare una nuova linea ferroviaria Nuoro-Olbia che rappresenti una priorità assoluta, di rilevanza strategica per i nostri territori». Gli ultimi che hanno aderito e scritto alla Regione, in ordine di tempo, sono quelli di quattro comuni del Marghine – Bortigali, Birori, Bolotana e Lei – che nel percorso lanciato qualche tempo fa, e con tanto di diecimila firme a supporto, dal comitato popolare Trenitalia nuorese, coordinato dall’avvocato Claudio Solinas, ricoprirebbero uno spazio importante, visto che anche i loro paesi sarebbero toccati dal nuovo servizio.

«Uno dei fattori maggiormente importanti per lo sviluppo (del territorio, ndr) è la mancanza di un servizio pubblico essenziale quale una rete ferroviaria indispensabile per il trasporto delle persone e delle merci – scrive la sindaca di Birori, Silvia Cadeddu – si è convinti che il servizio ferroviario si possa configurare come un investimento che dia una vera accessibilità anche ai flussi turistici».

«Profilandosi l’obiettivo di dare una ferrovia alla Provincia di Nuoro, in cui non passaTrenitalia – spiega il primo cittadino di Bortigali, Francesco Caggiari – siamo convinti che si potrebbe realizzare un progetto più ambizioso: quello di una linea che da Macomer-Birori, possa arrivare a Nuoro-Pratosardo e giunga a Olbia (158 km) con fermate strategiche nelle vicinanze di tutti i comuni del Marghine interessati dalla vecchian tratta, e poi Orosei, Dorgali, Siniscola, Budoni, San Teodoro, aeroporto di Olbia».

«Una linea rivolta all’intera isola – la definisce la sindaca di Bolotana, Annalisa Motzo – e che punti a collegare tutti i suoi territori e le coste, che serva l’utenza residente, i turisti, e che darebbe vigore e spinta al rilancio occupazionale e allo sviluppo economico».

La prima cittadina di Lei, Marcella Chirra, insieme agli altri colleghi, ricorda anche il progetto potrebbe godere di fondi precisi: sono quelli, precisa, «europei e nazionali per gli anni 2017-2021, finalizzati al potenziamento dell’intera rete ferroviaria italiana. Se opportunamente proposto a Rfi si potrebbe avere un programma di investimenti che coinvolga i nostri territori. La presentazione di un programma e di un accordo quadro pluriennale con Rfi è di vitale importanza sia per le comunità che rappresentiamo, sia per l’economia della Sardegna».

«I canali per finanziare il progetto ci sono – spiega l’avvocato nuorese Claudio Solinas, il coordinatore del comitato popolare che per primo ha avviato la mobilitazione –per questo è urgentissimo che la Regione convochi il tavolo tecnico con Rfi. È una priorità assoluta che il progetto possa essere finanziato dal Recovery fund, e dunque è fondamentale proporlo come progetto strategico per la Sardegna. Sono progetti e fondi che spettano alla Sardegna e alla nostra provincia: anche lo Svimez dice che al Sud sono stati sottratti 60 miliardi all’anno, specie in infrastrutture».

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