Crisi e fermo biologico, la protesta dei pescatori

La Caletta, i lavoratori denunciano la mancata proroga del prelievo dell’aragosta Loi: «E chiediamo anche lo spostamento dei barconi al molo di sopraflutto»

SINISCOLA. Con il fermo biologico alle porte che dovrebbe stoppare per un mese il sistema dello strascico, arrivano le proteste da parte degli operatori della piccola pesca per la mancata proroga del prelievo dell’aragosta. La raccolta del prelibato crostaceo si è chiusa il 31 agosto ed ora i rivenditori hanno trenta giorni di tempo per smerciare gli esemplari pescati e marchiati entro il mese scorso. I pescatori locali così come quelle delle principali marinerie sarde, chiedono all’assessore di concedere una proroga visti i noti problemi riscontrati con il calo delle vendite a causa dell’epidemia di Covid.

«In pratica si è lavorato bene solo nel mese di agosto – dice un pescatore che getta le sue reti al largo della costa di Siniscola – mentre nei mesi precedenti, la vendita è proceduta a rilento perché tante attività di ristorazione in Sardegna non hanno neppure aperto. «Gli ultimi mesi sono stati davvero difficili – spiega Francesco Loi rappresentante sindacale della piccola pesca artigianale ed ex comandante della motonave Pellicano – A parte le bizze del tempo con condizioni del mare pessime ci hanno fatto perdere numerose giornate di lavoro – dice – La nostra categoria non può usufruire degli ammortizzatori sociali come succede nell’industria e spesso ci si dimentica della nostra zona che conta una consistente fetta dei circa milleseicento pescatori isolani».

«Non vorrei che il discorso di protesta, si restringesse alla proroga della pesca all’aragosta – conclude – Ma ricordiamo ai politici e soprattutto all’assessore all’Agricoltura che si occupa anche di pesca, i soliti problemi legati al caro gasolio, alla voracità dei delfini e ai costi per il rinnovo di barche e attrezzatura. Per troppi anni la Regione si è dimenticata di una categoria produttiva che andrebbe aiutata e incentivata.

Infine Loi richiama agli amministratori comunali il problema della Darsena pesca, il pontile realizzato con un finanziamento per questo settore e che invece da quest'anno, è passato ai diportisti. «La darsena ci è stata portata via con una manovra di palazzo – dice il sindacalista – Ci si è impossessati di quello spazio riservato ai pescatori per fare cassa a discapito delle imprese di pesca e limitando lo spazio per le nostre barche. Chiediamo lo spostamento dei barconi passeggeri al molo di sopraflutto, un amministrazione comunale seria e intelligente, pensa infatti prima al bene delle aziende locali e poi agli altri operatori. Quando si parla di problemi portuali occorre parlarne con cognizione di causa , questo della darsena sarà sicuramente un tema da richiamare nella prossima campagna per le comunali del 2021».

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