Covid, i sindaci del Marghine chiedono screening di massa

L’Unione dei Comuni propone test sierologici per tutti. Ed è di nuovo polemica sul centro di quarantena a Macomer

MACOMER. Una campagna screening per effettuare test sierologici su buona parte degli abitanti del Marghine. «Si potrebbe cominciare con duemila, per arrivare a circa 10mila», ha affermato il presidente dell'Unione dei Comuni, Luigi Daga. La proposta sostenuta dai sindaci del territorio verrà discussa, lunedì 22 settembre, insieme alla direzione dell’Assl di Nuoro. «Sarebbe un modo per verificare lo stato di immunità al Covid dei cittadini e di conseguenza – ha sottolineato il sindaco di Macomer, Antonio Succu – il reale rischio di diffusione della pandemia. Certo, si tratterebbe di uno sforzo finanziario non indifferente. I fondi di bilancio degli enti locali dovrebbero essere necessariamente integrati con le risorse stanziate dall'Unione (si aggirerebbero tra i 24 e i 30 mila euro). Oltre alla compartecipazione delle spese – ha precisato – sarà indispensabile la stretta collaborazione con la Assl barbaricina».

«L'incontro previsto tra qualche giorno – ha aggiunto la presidente della Conferenza sanitaria provinciale, Silvia Cadeddu – è volto a sottoscrivere un protocollo d'intesa e l'avvio di un percorso condiviso che non vanifichi gli sforzi fatti. Ogni qual volta i test risultassero positivi la Assl dovrà sottoporre al tampone immediato i contagiati e comunicare, nel più breve tempo possibile, gli esiti. Per rendere efficace il piano saranno indispensabili tempestività degli interventi e profilassi». Dello stesso avviso il sindaco di Silanus, Gian Pietro Arca convinto che sia imprescindibile attivare canali comunicativi puntuali e veloci. «Spesso le notizie sul numero dei contagi e sui risultati dei test arrivano in ritardo», ha detto. «Gli amministratori del Marghine marcino uniti nella lotta al coronavirus», ha affermato il primo cittadino di Bortigali, Francesco Caggiari-

I sindaci non mancano di far sentire la loro voce anche in merito alla questione della Residenza sanitaria assistenziale. La struttura, con sede a Macomer, è stata realizzata per ospitare persone non autosufficienti, malati cronici e anziani multiproblematici. Secondo la delibera regionale del 7 agosto dovrebbe, invece, accogliere pazienti Covid negativizzati, positivi asintomatici e i contatti stretti. «Questa decisione calata dall'alto è inaccettabile – ha tuonato Antonio Succu –. Unica in tutta la provincia, deve essere aperta al più presto e avere la destinazione d'uso per cui è stata creata. «A 13 mesi di distanza dalla conclusione dei lavori, l'Rsa non ha ancora ottenuto l'accreditamento», puntualizza l'assessora Rossana Ledda.

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