Tossilo, consorzio sotto accusa: Succu va all’attacco

Il sindaco di Macomer contro il presidente Franco Figus «Inaccettabile la svendita del nostro territorio» 

MACOMER. «È inaccettabile che il nostro territorio venga svenduto per rimpinguare le casse del Consorzio industriale di Macomer. Non possiamo accettare una politica predatoria». La dura presa di posizione arriva direttamente dal sindaco Antonio Succu che attacca il commissario Franco Figus reo, secondo il primo cittadino, di aver deciso unilateralmente di aumentare in maniera significativa le superfici dell’area di Tossilo da destinare alle energie rinnovabili. «Figus ha pieni poteri in materia – ammette Succu –, non per questo può arrogarsi il diritto di estromettere me e gli altri amministratori del territorio da una questione così importante. In ballo ci sono gli interessi economici e ambientali di intere comunità». Oltre alla mancata concertazione tra le parti, ritenuta un vero e proprio sgarbo istituzionale, il sindaco elenca una dopo l’altra le ragioni che lo portano a osteggiare fortemente il progetto. «Innanzitutto – sottolinea –, nel momento in cui si dà il via libera alla vendita di terreni che anni fa sono stati espropriati agli allevatori della zona per garantire la nascita di realtà imprenditoriali, non si tiene conto dell’enorme impatto che, ad esempio i parchi fotovoltaici gestiti in gran parte da multinazionali cinesi, potrebbero avere sul paesaggio. Il consumo del territorio stimato intorno al 30% – aggiunge – precluderà la nascita di nuovi insediamenti produttivi nell’area industriale di Macomer e Borore. E inoltre, una volta smantellati questi enormi pannelli dove, come e da chi verranno smaltiti? Provocheranno danni irreversibili all’ambiente circostante? Questi – tuona il primo cittadino –, sono dubbi e interrogati leciti ai quali dovranno essere date risposte chiare e precise».

Nei prossimi giorni l’amministrazione civica della città del Marghine renderà pubblico un documento ufficiale col quale si approfondirà la questione.

«Ci saranno dati e numeri a supporto delle nostre tesi», precisa Antonio Succu che lo scorso 25 settembre ha sollevato il problema durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Seduta in cui è stato annunciato lo sgravio del 30% sulla Tari per tutte le attività produttive duramente provate dal lockdown. Provvedimento giunto nello stesso giorno in cui è stata emessa la nuova ordinanza con cui si impone la chiusura anticipata di bar e circoli privati alle 21 e alle 18 per i distributori automatici self service. A ciò si aggiunge l’obbligo della mascherina all’interno dei locali che somministrano bevande, sia all’interno sia all’esterno, salvo il momento in cui si effettua la consumazione.

«Sono misure necessarie per il contrasto al coronavirus – spiega Antonio Succu –, le situazioni contingenti non possono essere sottovalutate».

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