NUORO. Un tavolo per attuare nell’immediato un percorso diagnostico per i malati di Parkinson e gestire l’emergenza delle malattie croniche. È l’appello dell’associazione cittadina Parkinson Nuoro guidata da Maria Grazia Mortara che a gran voce chiede la definizione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per i malati parkinsoniani del territorio barbaricino. Un progetto unico nel suo genere che farebbe da apripista nell’isola a beneficio dunque di tutti i malati Parkinson, iniziato circa un anno fa ma stroncato a causa dell’emergenza coronavirus, che ha visto la collaborazione di numerosi specialisti del settore e della direttrice della Assl di Nuoro Grazia Cattina che ha benedetto l’iniziativa.
Il tema è stato discusso qualche giorno fa nel corso di un incontro tenuto nel palazzo di via Demurtas, dove sono stati chiamati a raccolta i medici di base del territorio. «Un anno fa abbiamo presentato il piano nazionale delle cronicità alla direttrice della Assl di Nuoro Grazia Cattina, un piano firmato anche dalla Sardegna che aspetta di essere attuato in ogni territorio – spiega Maria Grazia Mortara, presidente dell’associazione –. Fin da subito si è dimostrata sensibile a vicina ai bisogni dei malati cronici, promuovendo numerosi incontri con medici di base, neurologi e fisiatri, con l’obiettivo di definire un team multidisciplinare in grado di offrire ai parkinsoniani una migliore qualità della vita che si rifletterebbe inevitabilmente anche sulle famiglie – aggiunge con fermezza l’ex insegnante –. Purtroppo il piano tanto agognato è fermo al palo e l’imminente cambio di guardia nella direzione sanitaria ci crea non poca preoccupazione».
La paura è che gli innumerevoli sforzi messi i campo dall’attiva associazione cittadina per la conquista di questo prezioso strumento possano essere cancellati con un colpo di spugna, infrangendo così il sogno di centinaia di malati Parkinson. «Purtroppo la situazione della sanità nuorese, già compromessa prima dell’emergenza Covid, ora sembra un colabrodo – rincara Silvio Onida, rappresentante del direttivo –. I pazienti sono mesi che non vengono visitati perché anche il Distretto socio sanitario ha chiuso gli ambulatori lasciando in balia di loro stessi i malati che abbandonati peggiorano giorno dopo giorno».
Un primo passo però è stato fatto: l’ok è arrivato anche dai medici di base che dopo i numerosi inviti, sempre disertati, si sono resi disponibili. Il progetto presentato dai soci dell’associazione di via Bach 4 potrebbe essere replicato in tutti i territori della regione in base alle proprie esigenze. Una sperimentazione che aspetta di essere attualizzata e attuata a beneficio dei tanti malati cronici che aspettano risposte concrete dalla Regione.
«Per noi malati di Parkinson questo Percorso rappresenterebbe piccolo spiraglio di luce – conclude Lilli Mustaro componente del direttivo è malata parkinsoniana –. In un incontro con l’assessore Nieddu è emersa la volontà di portare avanti “una iniziativa positiva che partirebbe da Nuoro come sperimentazione ma che si rifletterebbe su tutta la popolazione dei malati cronici” come lui stesso ha detto».
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