Il caso di Oncologia scatena le reazioni «Servono posti letto»
di Valeria Gianoglio
La richiesta di trasferire il reparto approda in Regione La deputata Lapia: «I malati hanno bisogno di continuità»
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NUORO. Una interrogazione presentata in Regione, la protesta che corre anche sui social e si allarga di giorno in giorno, la richiesta non solo di impedire lo spostamento del reparto ma anche di dotarlo, anzi, di posti letto per i degenti, che finora mancano. Il caso di Oncologia del San Francesco, insomma, continua a tenere acceso il dibattito a Nuoro e a scatenare interventi, proposte e reazioni anche decise. «L’organizzazione e la gestione dei diversi reparti non deve essere esclusivamente basata su scelte di tipo strategico, ma deve, in ogni caso, salvaguardare la salute e il benessere dei pazienti, specialmente i più deboli e i più fragili, come quelli che quotidianamente transitano nel reparto Oncologia – scrivono i consiglieri regionali, Daniele Cocco e Eugenio Lai, nella loro interrogazione al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. «In realtà, come ha ammesso durante l’ultima conferenza socio-sanitaria l’assessore Nieddu, la decisione sul trasferimento non è stata ancora presa – spiega la deputata Cinque stelle, e componente della commissione Sanità, Mara Lapia, puntando l’indice, ancora una volta, contro «il caos gestionale imputabile all’incapacità delle direttrice dell’Assl, Grazia Cattina, e contro la mancata programmazione della Regione in questa delicata fase dell’emergenza». Per questo, aggiunge la deputata «sarebbe più opportuno che i rappresentanti istituzionali e politici del territorio si impegnassero per rivendicare cose concrete come l’attivazione dei posti letto in Oncologia, che pur seguendo tantissimi pazienti oncologici, non assicura loro la degenza. I malati oncologici hanno bisogno di continuità assistenziale tra le cure oncologiche e gli altri servizi ospedalieri, e questo non può essere assicurata efficacemente allo Zonchello». Per la deputata Lapia, «per fronteggiare l’emergenza Covid sarebbe più opportuno che si dia seguito, come da promesse fatte dalla Regione lo scorso maggio, alla realizzazione di un ospedale da campo della Protezione civile». «Non è certo competenza del ministro della Salute, Speranza – aggiunge in conclusione Mara Lapia – stabilire il trasferimento o meno di un servizio ospedaliero, attivare nuovi posti letto, o ancora realizzare l’ospedale da campo in grado di ospitare fino a 20 pazienti in terapia intensiva o sub-intensiva. Con l’inaugurazione dell’ospedale da campo potranno essere impiegati anche i medici militari da me richiesti al sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi. è chiaro che il San Francesco, pur essendo stato dichiarato ospedale Covid, non è stato dotato di personale e attrezzature necessari per affrontare la pandemia e ora si trovi al collasso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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