Nuoro, i pazienti dell’Oncologia pronti a scendere in piazza

All’ospedale il sit-in con volontari e medici in vista di una manifestazione. «Se il reparto traslocasse, le terapie giornaliere scenderebbero da 40 a dodici»

NUORO. «Si chiama Azienda tutela della salute, ma dov’è la tutela se ci spostano? Il reparto di Oncologia è nato in quella posizione non a caso, perché ha vicino i reparti che all’occorrenza, in situazioni di emergenza, possono servire ai pazienti. E lì quindi deve rimanere»: Francesca Cossu Berte, nuorese, è una delle pazienti oncologiche che ieri insieme all’amica Graziella Ruiu ha deciso di sfidare il tempo non proprio piacevole, chiamare a raccolta i compagni di avventura, conosciuti in anni di frequentazione del reparto e non solo, per ritrovarsi nel piazzale del San Francesco. Perché dopo diversi giorni di lettere, richieste perentorie da parte dell’Ats all’Assl, interrogazioni regionali e interventi dei sindaci del distretto socio-sanitario, la protesta per impedire che il reparto di Oncologia venga spostato e possa finire o nell’ex Pediatria o allo Zonchello, ieri è approdata davanti all’ingresso dell’ospedale San Francesco.

E ci è arrivata dopo un piccolo tam tam partito la sera prima, tra social network, whatsapp, telefonate. «Ho pensato che alla fine sarebbe stato importante ritrovarsi tutti qui per far vedere, con la presenza di chi conosce bene questo reparto e le sue dinamiche, quanto è importante che Oncologia rimanga dove si trova ora e che anzi venga potenziata. Nei prossimi giorni ci rivedremo di nuovo con altri pazienti e associazioni. Siamo pronti a scendere in piazza» spiega Francesca Cossu Berte.

«E il problema, ovviamente, non è solo quello di Oncologia, ma le carenze e i disagi ci sono anche in tanti altri reparti del San Francesco. Qui a Nuoro e nel territorio abbiamo un solo ospedale, a differenza di Cagliari o Sassari, e dobbiamo fare di tutto perché continui a rimanere aperto e funzionante al meglio, perché è un punto di riferimento per noi pazienti e per tutto il territorio» spiega la co-ideatrice del sit-in di ieri, Graziella Ruiu. «Siamo qui oggi perché anche noi chiediamo che il reparto di Oncologia resti dove sta, dove tutto è stato sistemato bene da diverso tempo dopo il trasferimento dallo Zonchello» aggiunge Giuseppina Raggio, che insieme agli altri volontari della Banca ore da anni sono una presenza preziosa per i pazienti oncologici e per quelli dell’Hospice.

Ma ieri, oltre a pazienti e a volontari, al piccolo sit-in, a sostegno della causa di Oncologia e a difesa di tutto l’ospedale, c’erano anche due medici del San Francesco ora in pensione: l’ex primario di Rianimazione, Elena Zidda e l’ex primario di Neurologia, Anna Ticca.

«Fra tutti i motivi per i quali Oncologia non deve essere spostata – spiega anche un’altra frequentatrice del reparto – c’è anche il fatto che se dovesse traslocare le somministrazioni delle terapie giornaliere scenderebbero dalle attuali 40 a 12 in quanto le tre camere a disposizione ospiteranno solo 4 poltrone. Significa che ci sarà una lista d’attesa per le prime somministrazioni che arriverà fino a quattro mesi». La richiesta da parte dell’Ats di spostare il reparto di Oncologia o nella ex Pediatria o allo Zonchello, poggia sulla necessità di occupare gli attuali spazi di Oncologia con nuovi posti letto per i pazienti covid. Ma, come ha ricordato il consigliere regionale Daniele Cocco, in una interrogazione all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, «l’attivazione di nuovi posti letto di terapia intensiva (Covid e no Covid) presuppone l’assegnazione di nuovo personale sanitario esperto che ora non risulta disponibile salvo penalizzare ulteriormente l’attività della chirurgia che opera già solo per le emergenze. Ad oggi al San Francesco sono attivi sette posti letto di terapia intensiva covid, quattro posti di terapia intensiva no covid e 26 posti di degenza ordinaria».

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