«Porto e concessioni, solo modifiche ragionate»

Cala Gonone, la sindaca Fancello: «No ai cambiamenti in assenza di un ripensamento complessivo»

DORGALI. La stagione turistica 2020 nel porto di Cala Gonone sarà ricordata non solo per il lungo stop imposto dal Coronavirus ma anche e soprattutto per continue polemiche. Non che la cosa sia una grossa novità, visto che i dissidi tra gruppi e gruppetti ci sono sempre stati senza esclusione di colpi.

In mezzo, l’amministrazione comunale che come da tradizione le prende da una parte e dall’altra. Quest’anno si era partiti con la clamorosa protesta dei prezzi al ribasso, 4 euro, per le minicrociere e si chiude allo stesso modo con chi pubblicizza prezzi stracciati.

Ma non solo: le polemiche tra fazioni, come detto, hanno coinvolto l’amministrazione comunale che per dissipare dubbi e chiarire alcune scelte ha voluto chiamare tutti i soggetti interessati a raccolta.

«L’incontro, sabato– spiega la sindaca Maria Itria Fancello – è stato convocato a seguito di una serie di conversazioni che abbiamo avuto con alcuni operatori portuali, dalle quali è emerso che stavano girando false informazioni sulle decisioni e sulle dichiarazioni della amministrazione. Abbiamo quindi ritenuto che fosse più corretto incontrare tutti gli operatori in modo da dare una unica versione dei fatti. «Nell’incontro – sottolinea la prima cittadina di Dorgali, Maria Itria Fancello – noi abbiamo rimarcato la posizione assunta dall’amministrazione in diverse sedi: sia negli incontri tenutisi al demanio sia con delibera di giunta. Abbiamo quindi spiegato che siamo contrari a qualsiasi tipo di modifica delle concessioni attualmente in essere, sia quelle riguardanti i box, sia quelle riguardanti gli specchi acquei finché non si farà un ragionamento complessivo su tutte le concessioni. Ragionare singolarmente su ogni singola concessione significa dare il via ad una spirale negativa di eventi che noi non vogliamo in alcun modo incentivare»

«Abbiamo anche rimarcato – conclude la sindaca dei Cinque stelle – che la “guerra dei prezzi” tra operatori, per quanto non sia certamente un bello spettacolo da vedere, rientra tra le legittime pratiche commerciali consentire dal libero mercato e quindi l’amministrazione non intende intromettersi su questo argomento, trattandosi di pratiche consentire dal regime di libera concorrenza».

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