Riscaldamento in tilt nelle case Area
di Sandro Biccai
Macomer, sale la tensione tra le 18 famiglie dei condomini del rione Santa Maria
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MACOMER. «Rischiamo di non poter utilizzare il riscaldamento e, ancora una volta, chiediamo ad Area di intervenire per risolvere una situazione non più sostenibile». Con la fine dell’estate, e pensando ai rigori dell’inverno non troppo lontano, cresce la preoccupazione di diciotto famiglie macomeresi che abitano in tre palazzine di proprietà di Area, nel rione di Santa Maria. «I problemi sono sorti un paio d’anni fa in conseguenza di una perdita idrica che, dopo aver interessato vari appartamenti, si è propagata al solaio del portico e, da lì, alla sala caldaia, dove sono caduti anche dei calcinacci – dice il capocondomino Gian Pietro Musu –. Più volte abbiamo segnalato il problema al distretto nuorese di Area, ma senza ottenere risposta. La situazione si è aggravata nel dicembre dello scorso anno quando sono intervenuti i vigili del fuoco, che ci hanno diffidato dall’utilizzare il locale caldaia, la corrente elettrica e l’acqua dell’impianto. Nonostante i molti mesi trascorsi, il problema è rimasto insoluto e allo stato attuale non si profila alcuno spiraglio».
In particolare, gli inquilini ritengono inaccettabile la posizione di Area secondo la quale, trattandosi di un condominio, con anche due alloggi di proprietà privata, è compito dell’amministratore attivare la procedura per l’esecuzione dei lavori necessari alla risoluzione dei problemi, con l’Azienda che si occuperà di sostenere le spese per la quota parte di millesimi di proprietà. «In sostanza – dice Musu – ci chiedono di anticipare le spese con la prospettiva di ricevere il rimborso in un secondo momento. In questo modo non si tiene, però, conto di due aspetti fondamentali: le difficoltà economiche di condomini per lo più anziani, che vivono con pensione modeste e che non sono in grado di affrontare simili spese; ed i tempi per i ricevere rimborsi sui quali non c’è alcuna certezza. Al di là di tutto c’è il pericolo concreto che le nostre famiglie siano costrette a trascorrere l’inverno senza poter utilizzare l’impianto di riscaldamento. Una cosa assurda».
In particolare, gli inquilini ritengono inaccettabile la posizione di Area secondo la quale, trattandosi di un condominio, con anche due alloggi di proprietà privata, è compito dell’amministratore attivare la procedura per l’esecuzione dei lavori necessari alla risoluzione dei problemi, con l’Azienda che si occuperà di sostenere le spese per la quota parte di millesimi di proprietà. «In sostanza – dice Musu – ci chiedono di anticipare le spese con la prospettiva di ricevere il rimborso in un secondo momento. In questo modo non si tiene, però, conto di due aspetti fondamentali: le difficoltà economiche di condomini per lo più anziani, che vivono con pensione modeste e che non sono in grado di affrontare simili spese; ed i tempi per i ricevere rimborsi sui quali non c’è alcuna certezza. Al di là di tutto c’è il pericolo concreto che le nostre famiglie siano costrette a trascorrere l’inverno senza poter utilizzare l’impianto di riscaldamento. Una cosa assurda».
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