Il pasticcio di Biscollai «Il Comune faccia i lavori»

Il preside della scuola un anno fa aveva informato l’ente delle carenze strutturali La rabbia dei genitori: «Costretti a far traslocare i nostri figli in un altro istituto»

NUORO. I locali sono inadeguati e alla scuola elementare di Biscollai traslocano cinque classi. Dopo settimane di lezioni “tagliate” (tre ore al giorno di didattica per 260 piccoli alunni) a causa del numero limitato di bagni funzionanti e di un inadeguato sistema di aerazione delle aule nel disastrato plesso di via Seneca, si è pensato di ovviare all’inconveniente trasferendo temporaneamente cinque classi nella scuola elementare di Monte Gurtei. Un trasloco che ha scatenato rabbia e malcontento tra i genitori che ora chiedono l’immediato intervento dell’amministrazione comunale responsabile della manutenzione dell’edilizia scolastica.

«Dopo settimane di orari ridotti e disagi adesso siamo costretti a subire anche il trasferimento dei nostri figli in un’altra scuola – spiegano amareggiati alcuni genitori –. Una decisione che certamente non tiene conto delle esigenze delle famiglie che scelgono gli istituti scolastici in base alla propria organizzazione familiare: tante mamme non guidano o magari hanno altri i figli nella stessa scuola – aggiungono –. È inaudito arrivare a ottobre con la scuola in queste condizioni quando c’era tutto il tempo per fare gli interventi e rendere la struttura perlomeno adeguata ad ospitare gli alunni, tutti gli alunni – proseguono –. Abbiamo anche inoltrato una lettera al Comune dove chiediamo informazioni sui tempi di consegna dei lavori che permetteranno ai nostri figli di poter finalmente iniziare il percorso educativo in sicurezza e nel rispetto delle normative tese a contenere la diffusione del virus. Nel frattempo il Comune potrebbe aiutare le famiglie mettendo a disposizione uno scuolabus».

Una lettera dettagliata indirizzata al sindaco, all’assessore alla Pubblica istruzione, all’ufficio tecnico del Comune e per conoscenza al dirigente scolastico, nella quale i genitori, oltre a denunciare il disagio che stanno vivendo, fanno un lungo elenco di richieste rivolte un anno fa da Fadda al Comune e rimaste inascoltate. Portano la data di ottobre 2019 le segnalazione di guasti nei locali scolastici, in particolare a rubinetti, lavandini dei bagni del piano terra con continue perdite d’acqua; dello stesso periodo le richieste di sopralluogo per i bagni della palestra e di interventi strutturali e di manutenzione per l’adeguamento previsto dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro; non mancano segnalazioni di guasti all’impianto idraulico della scuola per i quali si rischiava di trovare ogni mattina l’edificio allagato. Eppure da allora nulla è stato fatto all’interno di quei locali.

Sentito, l’assessore alla Pubblica istruzione, Sebastian Cocco, respinge le accuse puntando il dito sulla disorganizzazione della scuola. «Il preside avrebbe dovuto segnalare a luglio lo stato in cui versava la scuola. Avrebbe dovuto organizzare le classi in spazi più adeguati – dice l’assessore –. A luglio è stato anche comunicato ai dirigenti che se necessario sarebbe stata messa a disposizione l’ex scuola di via Tolmino e nessuno, ne ha fatto richiesta». E per quanto riguarda la proposta alternativa avanzata dai genitori, ossia che il Comune renda disponibile un mezzo per il trasporto dei bambini, Cocco risponde: «Non è possibile mettere a disposizione un autobus perché sono ormai dismessi da dieci anni».

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