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Commissariato di polizia: tutti negativi i test Covid-19

GAVOI. «Apprendiamo con grande sollievo e profondo senso di soddisfazione che tutti i colleghi del commissariato di Gavoi, sottoposti al test diagnostico per la ricerca del Covid-19, a seguito di un...

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GAVOI. «Apprendiamo con grande sollievo e profondo senso di soddisfazione che tutti i colleghi del commissariato di Gavoi, sottoposti al test diagnostico per la ricerca del Covid-19, a seguito di un contatto con un soggetto risultato positivo, sono invece negativi». Parla Giovanni Cabras, segretario provinciale Es, Equilibrio sicurezza, polizia Nuoro. «La soddisfazione soprattutto è dovuta ai rapidissimi tempi in cui si è mossa l’amministrazione, rappresentata dal signor questore di Nuoro. Sarebbe auspicabile per il prossimo futuro che, in casi analoghi, l’attività diagnostica venisse estesa anche al restante personale di quell’ufficio, per non rischiare che poi un positivo sia sfuggito alla catena dei contatti ricostruita. Questo anche nel concreto pericolo che il poliziotto possa contagiare familiari e congiunti, che a loro volta potrebbero creare una rete di contagi di difficile controllo».

«È infatti di fondamentale importanza – sottolinea Cabras – la precoce individuazione di poliziotti che risultando positivi al Covid-19, non abbiano ulteriori contatti con altri colleghi, sia della propria amministrazione, che di altre, come accade spesso, dovendo lavorare a stretto contatto con altre forze di polizia. Questo garantirebbe che la macchina della sicurezza non si debba fermare e continui il proprio determinante servizio per la comunità. Per tale motivo, nell’ottica di una sempre più importante tutela degli operatori, collegata alla collaborazione con l’amministrazione, soprattutto in un momento così delicato per la salute degli operatori di polizia, questa sigla ha dato via ad un’iniziativa che consentirà, grazie alla disponibilità dell’equipe del dottor Luigi Cadeddu di Cagliari, ai colleghi di effettuare il test sierologico per il Covid-19, in totale riservatezza. Chi dovesse aderire, naturalmente su base volontaria, pagherebbe una cifra minima rispetto a quanto previsto attualmente, ma avrebbe un quadro esauriente sulla propria situazione, legata al coronavirus, in modo da prendere eventuali ed immediati provvedimenti in caso di necessari approfondimenti o positività».

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