Contro il virus, piani da rivedere

Dalla conferenza socio sanitaria, oltre alle carenze del servizio Igiene le mosse per combattere il Covid

NUORO. La seconda ondata della pandemia spaventa tutti. La paura di un nuovo lockdown fa tremare ancora. Due giorni fa i sindaci del territorio durante la conferenza socio sanitaria hanno “vuotato il sacco” davanti ai vertici dell’Assl (la nuova commissaria Covid, Gesuina Cherchi e la direttrice d’Area Grazia Cattina), per i gravi problemi che la sanità nuorese si trascina da tempo, e che hanno causato un continuo depotenziamento dell’ospedale e dei distretti territoriali ormai sempre più sguarniti. Una lunga sequela di lamentele legate alla grave e drammatica situazione con la quale si intende fronteggiare il Covid che, ora più che mai, suscita allarme e diffusa preoccupazione. Le dotazioni organiche di medici e infermieri sono insufficienti, e in questa seconda fase di emergenza la qualità delle prestazioni da parte del servizio Igiene pubblica nel territorio si è rivelata assolutamente inadeguata. «Siamo alle porte di un “lungo inverno” che, se non gestito adeguatamente rischia di mandare in tilt un sistema che già di per se ha innumerevoli falle e problemi» ha detto la sindaca di Fonni Daniela Falconi dopo la conferenza di giovedì. «L’igiene pubblica si deve rafforzare – ha aggiunto il primo cittadino di Macomer, Antonio Succu – e soprattutto deve assumersi responsabilità e decisioni, a seguito di positività e non scaricare tutto sui sindaci e i dirigenti scolastici». Dalla Barbagia al Marghine, fino alla Baronia, il ritornello è stato lo stesso: carenze spaventose nelle comunicazioni formali tra gli uffici dell’Assl e i Comuni, sulle positività, sulla gestione dei tamponi, sulle quarantene fiduciarie e sulla loro cessazione. La stessa direttrice d’area dell’Assl nuorese, nell’evidenziare il momento particolarmente grave di diffusione della pandemia nel territorio, ha ricordato le modalità con cui è stata gestita la “prima ondata”, diversa da questa nuova, anche perché con il lockdown si è avuto un contenimento dei contagi. Ha parlato di un approccio basato sul tipo di patologia, in coerenza con la programmazione e le disposizioni che Regione e Ats hanno dato da gennaio ad oggi. Ha invitato la commissaria a tenere conto del lavoro fatto in precedenza che ha consentito all’Assl di Nuoro di affrontare in modo adeguato la pandemia. «In questo momento il servizio Igiene e Sanità pubblica non è riuscito a reggere l’onda per l’ovvio problema della carenza di risorse umane – ha detto Cattina – ma ora deve riprendere il suo ruolo di supporto alle amministrazioni locali, dato che è la cabina di regia che dispone gli isolamenti e le quarantene. Esiste poi l’importante strumento delle Usca, che devono riprendere la funzione di sorveglianza sanitaria sul territorio». In questa fase di emergenza secondo la direttrice d’Area, è fondamentale l’identificazione dei contatti, il tracciamento e l’isolamento dei casi sospetti. Intanto ieri mattina nel parcheggio del San Francesco, c’è stato il sopralluogo della Croce rossa e della Protezione civile regionale per l’installazione dell’ospedale da campo, collaudato e promesso da maggio. Una struttura che verrà sistemata tra l’asilo aziendale e l’ingresso della Nefrologia, e sarà capace di garantire 20 posti letto tra terapia intensiva e semi intensiva con camere a pressione negativa.

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