Testimonzos, convitato di pietra a tempo
La zona abusiva occupa oltre 500 ettari, ma non è l’unica area che necessita di un risanamento
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NUORO. Testimonzos e non solo. Circa 530 ettari, un numero ancora indefinito di abitanti di un quartiere abusivo della città. È una delle questioni più spinose che la nuova amministrazione dovrà affrontare.
«Nei 533 ettari di Testimonzos bisogna compiere una seria ricognizione. Al suo interno ci sono anche aziende agricole che vogliono rimanere tali. La soluzione può passare per la realizzazione di più borghi con meno partecipanti». Pietro Sanna continua: «Bisogna parlare anche di Sa Corra Chervina e delle aree compromesse della città. La norma non ha dato risposta, ora abbiamo l’impegno dell’assessore regionale all’Urbanistica. E in seno al Comune va creato un settore tecnico e giuridico che se ne occupi».
Andrea Soddu ritiene invece che il «Comune debba entrare nel Consorzio dei lottisti, ridurre la superficie da sanare e incaricare dei progettisti, in modo trasparente, perché se ne occupino». Per Soddu, Testimonzos va trasformata in un borgo rurale, come previsto dal Puc.
Pensa alla necessità di compiere un passo indietro, Ciriaco Offeddu. «Lo devono compiere gli abusivi, ma il Comune ha lottizzato e fatto le certificazioni. Non servono né le ruspe né le condanne della magistratura. Serve utilizzare i fondi per la riqualificazione urbana, con interventi che vanno a toccare le politiche del verde e la realizzazione dell’autosufficienza energetica con fonti alternative». Per Offeddu, bisogna ascoltare la comunità e adeguare il Puc di conseguenza.
«Trovo assurdo che si parli di Testimonzos solo in corrispondenza della campagna elettorale», sostiene Carlo Prevosto. «È un problema della città e di Nuoro, da risolvere secondo legge. I privati intanto devono mettersi d’accordo. Potrebbe essere una soluzione utilizzare i fondi dell’asse urbanistica-ambientale per sanare le periferie. Ma il Comune deve dire cosa fare utilizzando i suoi 96 ettari di borgo rurale».
«Su Testimonzos è essenziale che lo si riporti alla legalità», dice Francesco Guccino. Un problema che «si risolve solo se i proprietari si mettono assieme per mettersi d’accordo. Bisognerebbe fare un Consorzio, e poi armonizzare quelle volumetrie con ciò che si è costruito. Si dovrà inoltre capire quali sono gli indici di edificabilità delle diverse zone. Ma serve un accordo delle parti, Comune compreso».
«Premesso che Testimonzos è una parte di Nuoro, vorrei sapere chi lo ha lottizzato, chi è il tecnico che lo ha proposto, chi è il notaio che ha fatto le compravendite», è il parere di Alessandro Murgia. «Non ho una soluzione che va ricercata con un ragionamento complessivo. L’abuso, comunque, non può diventare sistema . Non ho le soluzioni, vorrei parlare con i lottisti per capire da loro quale è la situazione».
Per Lisetta Bidoni, un tavolo attorno al quale mettere Comune e lottisti è indispensabile. «Tre azioni: censire con precisione l’area, che non è solo il Foglio 51 ma riguarda i fogli 49 e 50; determinare quanti ettari sono occupati da aziende zootecniche; spiegare i costi per la regolarizzazione, e esplorare la possibilità di agevolazioni bancarie per sostenerli». (si.se.)
«Nei 533 ettari di Testimonzos bisogna compiere una seria ricognizione. Al suo interno ci sono anche aziende agricole che vogliono rimanere tali. La soluzione può passare per la realizzazione di più borghi con meno partecipanti». Pietro Sanna continua: «Bisogna parlare anche di Sa Corra Chervina e delle aree compromesse della città. La norma non ha dato risposta, ora abbiamo l’impegno dell’assessore regionale all’Urbanistica. E in seno al Comune va creato un settore tecnico e giuridico che se ne occupi».
Andrea Soddu ritiene invece che il «Comune debba entrare nel Consorzio dei lottisti, ridurre la superficie da sanare e incaricare dei progettisti, in modo trasparente, perché se ne occupino». Per Soddu, Testimonzos va trasformata in un borgo rurale, come previsto dal Puc.
Pensa alla necessità di compiere un passo indietro, Ciriaco Offeddu. «Lo devono compiere gli abusivi, ma il Comune ha lottizzato e fatto le certificazioni. Non servono né le ruspe né le condanne della magistratura. Serve utilizzare i fondi per la riqualificazione urbana, con interventi che vanno a toccare le politiche del verde e la realizzazione dell’autosufficienza energetica con fonti alternative». Per Offeddu, bisogna ascoltare la comunità e adeguare il Puc di conseguenza.
«Trovo assurdo che si parli di Testimonzos solo in corrispondenza della campagna elettorale», sostiene Carlo Prevosto. «È un problema della città e di Nuoro, da risolvere secondo legge. I privati intanto devono mettersi d’accordo. Potrebbe essere una soluzione utilizzare i fondi dell’asse urbanistica-ambientale per sanare le periferie. Ma il Comune deve dire cosa fare utilizzando i suoi 96 ettari di borgo rurale».
«Su Testimonzos è essenziale che lo si riporti alla legalità», dice Francesco Guccino. Un problema che «si risolve solo se i proprietari si mettono assieme per mettersi d’accordo. Bisognerebbe fare un Consorzio, e poi armonizzare quelle volumetrie con ciò che si è costruito. Si dovrà inoltre capire quali sono gli indici di edificabilità delle diverse zone. Ma serve un accordo delle parti, Comune compreso».
«Premesso che Testimonzos è una parte di Nuoro, vorrei sapere chi lo ha lottizzato, chi è il tecnico che lo ha proposto, chi è il notaio che ha fatto le compravendite», è il parere di Alessandro Murgia. «Non ho una soluzione che va ricercata con un ragionamento complessivo. L’abuso, comunque, non può diventare sistema . Non ho le soluzioni, vorrei parlare con i lottisti per capire da loro quale è la situazione».
Per Lisetta Bidoni, un tavolo attorno al quale mettere Comune e lottisti è indispensabile. «Tre azioni: censire con precisione l’area, che non è solo il Foglio 51 ma riguarda i fogli 49 e 50; determinare quanti ettari sono occupati da aziende zootecniche; spiegare i costi per la regolarizzazione, e esplorare la possibilità di agevolazioni bancarie per sostenerli». (si.se.)
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