«Troppe restrizioni: ci hanno tradito»

La rabbia di bar e ristoranti. Rosu (Fiepet): «Ci stanno dando il colpo di grazia»

NUORO. Arrabbiati e traditi. Questa volta con il bicchiere più mezzo vuoto che pieno. A voglia essere inguaribili ottimisti, questa volta baristi e ristoratori anche del Nuorese si sentono abbandonati dalla politica che poco o nulla ha considerato anche tutti gli sforzi della categoria per lavorare in sicurezza investendo sugli spazi dei locali e sugli accorgimenti pur di continuare a lavorare, a dare un servizio alla clientela e uno stipendio ai dipendenti. Una missione diventata un’impresa dalle restrizioni governative che con la chiusura alle 18 hanno colpito come una mazzata il già ridotto giro di affari del settore ristorazione e intrattenimento piegato da una crisi senza precedenti. «Già la situazione che stiamo attraversando è a dir poco preoccupante – dice Bastiano Rosu, presidente di Fiepet Confesercenti – Oggi per una serie di ragioni che vanno dallo smart working alla sfiducia e paura che dilaga tra la popolazione ci troviamo a lavorare con grandi difficoltà e molto spesso in perdita. Ulteriori restrizioni e/o chiusure stanno per dare il colpo di grazia ad un settore che nella sola provincia di Nuoro e Ogliastra da lavoro a migliaia di persone». I conti sono davvero in rosso e il cielo sopra il Nuorese non è più blu che altrove, anzi le tonalità di grigio anche nell’umore sembrano prevalere. «Se le indiscrezioni si dovessero trasformare in atti concreti – continua Rosu – rischiamo di perdere definitivamente il 25 per cento dei pubblici esercizi oggi attivi. Non si capiscono le scelte della politica. «Purtroppo – conclude Rosu – ci troviamo ancora una volta a pagare colpe di altri. Saremo noi a subire i danni delle non scelte delle istituzioni che nonostante sapessero della seconda ondata non hanno organizzato, pianificato e strutturato un piano pandemia, anche attraverso il sostegno dei settori oggi più colpiti».

Da Orosei dove Rosu gestisce un locale da tanti anni a Nuoro la situazione non è affatto più semplice. Nel cuore del centro cittadino il titolare del Bar Nuovo, Pasquale Apuzzo, è demotivato davanti ad un quadro poco allegro. «Va male, molto male. Non ce l’aspettavamo. Siamo stati gli unici a far rispettare le distanze e l’uso delle mascherine e proprio noi veniamo puniti con un ulteriore provvedimento che ci taglia le gambe – dice il titolare del locale cittadino – sto chiudendo con incassi penosi che non ci consentono di coprire nemmeno le spese. Ho dovuto mettere 4 dipendenti in cassa integrazione che non sono nemmeno tranquilli perché non sanno quando andranno a percepire le risorse, dopo i pazzeschi ritardi delle volte precedenti» rimarca Apuzzo. «Non sappiamo più ne che cosa fare e pensare. Si attendeva con speranza un provvedimento della Regione che tarda ad arrivare. Ripeto la situazione è preoccupante ed inizia a spaventarci”. Intanto, diversi lettori ci hanno segnalato appena dopo le 18 capannelli di giovani ai guardini e in altre piazze con bottiglie di birre e altri alcolici in barba alle disposizioni vigenti di distanza e sicurezza.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes