Casa di riposo, esplode il focolaio Covid
di Valeria Gianoglio
Su venti anziani ospiti 17 sono risultati positivi. E si attendono gli esiti dei tamponi sui trenta operatori della struttura
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NUORO. Diciassette pazienti positivi al Covid su venti ospiti, e cresce l’attesa per conoscere le condizioni e gli esiti dei tamponi eseguiti sui trenta, tra operatori socio-sanitari e personale, che li assistono ogni giorno: alla casa di riposo di viale Trieste il ciclone coronavirus è arrivato d’improvviso lunedì scorso, ma solo ieri mattina, non appena sono arrivati i risultati egli ultimi accertamenti sugli anziani, è esploso in tutta la sua potenza costringendo il Comune a convocare il Coc, il centro operativo comunale, e a collegarsi in videoconferenza con i vertici dell’Assl, la prefettura e la Protezione civile per decidere come muoversi.
Tutto è cominciato lunedì scorso, dunque, quando all’interno della casa di riposo, due vecchietti hanno cominciato a mostrare alcuni sintomi sospetti. Un leggero malessere e qualche linea di febbre: il tanto, insomma, per far partire l’allarme e la conseguente catena di controlli. Tamponi per tutti i nonnini, dunque, su precisa e immediata disposizione dell’Assl e richiesta della cooperativa Progetto Uomo che gestisce la struttura: giovedì scorso sono arrivati i primi risultati ed erano “Covid-positivi”, e di lì a poco sono arrivati pure i risultati degli altri tamponi.
Il bilancio complessivo, per il momento, registra 17 anziani risultati positivi al coronavirus, e di questi quattro hanno una leggera febbre, mentre tredici sono asintomatici. I quattro anziani con la febbre sono stati isolati, ma rimangono sempre all’interno della casa di riposo che di fatto è diventata una sorta di mini-ospedale Covid del quale, da adesso in poi, si occuperà direttamente l’Ats-Assl attraverso l’Ussca, l’unità speciale di continuità assistenziale. L’impegno a garantire l’assistenza diretta, da parte dei medici dell’Usca, è stato assunto dalla direttrice dell’Assl, Grazia Cattina. Saranno loro, all’occorrenza, ad aggiungersi agli operatori della cooperativa Progetto Uomo. Mentre la Protezione civile si è messa a disposizione per fornire al personale della casa nuovi dispositivi di protezione individuale, che si aggiungono a quelli già in dotazione alla struttura, e in particolare un discreto numero di mascherina Ffp3.
Chi o cosa potrebbe aver veicolato il virus all’interno della struttura, al momento, non si sa, né sarà facile scoprirlo in futuro. Certo è che dallo scorso 6 settembre dalla casa di riposo non entrava nessuno che non fosse uno dei lavoratori. La casa di riposo, infatti, in base alle nuove disposizioni legate alla recrudescenza della pandemia, non consentiva più le visite provenienti dall’esterno neanche da parte dei parenti degli ospiti. L’origine del focolaio, dunque, è ancora tutta da accertare ma scoprirlo potrebbe essere molto utile per risalire alla catena del contagio e disporre nuovi tamponi e misure di isolamento precauzionale.
Nel frattempo, agli ospiti della casa di riposo, e al personale, arriva l’augurio di pronta guarigione, da parte del sindaco Andrea Soddu, pure lui da giorni in quarantena perché positivo al covid. «Rivolgo l’augurio di pronta guarigione agli ospiti della casa protetta – dice il sindaco– e un pensiero al personale che opera in questa difficile situazione. L’auspicio è che quanto prima arrivi l’esito dei tamponi effettuati al personale presente nella struttura, gli operatori sanitari e i medici in contatto con gli anziani, così da far partire subito le indagini epidemiologiche. In costante contatto con Ats e Assl, stiamo cercando di gestire la situazione al meglio. Si metteranno in essere le procedure di sicurezza necessarie con il supporto dell’Ats. La raccomandazione a tutti è quella di collaborare rispettando tutte le disposizioni anti-covid e a tenere seguire comportamenti di prudenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutto è cominciato lunedì scorso, dunque, quando all’interno della casa di riposo, due vecchietti hanno cominciato a mostrare alcuni sintomi sospetti. Un leggero malessere e qualche linea di febbre: il tanto, insomma, per far partire l’allarme e la conseguente catena di controlli. Tamponi per tutti i nonnini, dunque, su precisa e immediata disposizione dell’Assl e richiesta della cooperativa Progetto Uomo che gestisce la struttura: giovedì scorso sono arrivati i primi risultati ed erano “Covid-positivi”, e di lì a poco sono arrivati pure i risultati degli altri tamponi.
Il bilancio complessivo, per il momento, registra 17 anziani risultati positivi al coronavirus, e di questi quattro hanno una leggera febbre, mentre tredici sono asintomatici. I quattro anziani con la febbre sono stati isolati, ma rimangono sempre all’interno della casa di riposo che di fatto è diventata una sorta di mini-ospedale Covid del quale, da adesso in poi, si occuperà direttamente l’Ats-Assl attraverso l’Ussca, l’unità speciale di continuità assistenziale. L’impegno a garantire l’assistenza diretta, da parte dei medici dell’Usca, è stato assunto dalla direttrice dell’Assl, Grazia Cattina. Saranno loro, all’occorrenza, ad aggiungersi agli operatori della cooperativa Progetto Uomo. Mentre la Protezione civile si è messa a disposizione per fornire al personale della casa nuovi dispositivi di protezione individuale, che si aggiungono a quelli già in dotazione alla struttura, e in particolare un discreto numero di mascherina Ffp3.
Chi o cosa potrebbe aver veicolato il virus all’interno della struttura, al momento, non si sa, né sarà facile scoprirlo in futuro. Certo è che dallo scorso 6 settembre dalla casa di riposo non entrava nessuno che non fosse uno dei lavoratori. La casa di riposo, infatti, in base alle nuove disposizioni legate alla recrudescenza della pandemia, non consentiva più le visite provenienti dall’esterno neanche da parte dei parenti degli ospiti. L’origine del focolaio, dunque, è ancora tutta da accertare ma scoprirlo potrebbe essere molto utile per risalire alla catena del contagio e disporre nuovi tamponi e misure di isolamento precauzionale.
Nel frattempo, agli ospiti della casa di riposo, e al personale, arriva l’augurio di pronta guarigione, da parte del sindaco Andrea Soddu, pure lui da giorni in quarantena perché positivo al covid. «Rivolgo l’augurio di pronta guarigione agli ospiti della casa protetta – dice il sindaco– e un pensiero al personale che opera in questa difficile situazione. L’auspicio è che quanto prima arrivi l’esito dei tamponi effettuati al personale presente nella struttura, gli operatori sanitari e i medici in contatto con gli anziani, così da far partire subito le indagini epidemiologiche. In costante contatto con Ats e Assl, stiamo cercando di gestire la situazione al meglio. Si metteranno in essere le procedure di sicurezza necessarie con il supporto dell’Ats. La raccomandazione a tutti è quella di collaborare rispettando tutte le disposizioni anti-covid e a tenere seguire comportamenti di prudenza».
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