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Sanna: una smart city

Sanna: una smart city

NUORO. Sanna, perché i nuoresi dovrebbero votarla?«Perché abbiamo un’idea di città che non deve essere più marginalizzata, e che deve riacquistare all’interno della Sardegna il vero ruolo di...

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NUORO. Sanna, perché i nuoresi dovrebbero votarla?

«Perché abbiamo un’idea di città che non deve essere più marginalizzata, e che deve riacquistare all’interno della Sardegna il vero ruolo di capoluogo di Provincia. Una caratteristica che in 25 anni di amministrazione di centrosinistra ha perso. Nuoro ha bisogno di una iniezione di energia, di impegno, concretezza accompagnati da un grande senso di responsabilità».

Per recuperare questa centralità, quali azioni sono indispensabili?

«Noi abbiamo individuato azioni fondamentali per dare delle risposte. Vogliamo incrementare le attività produttive, quindi dando una particolare attenzione a Pratosardo che deve essere acquisita immediatamente dal Comune, e riprogrammata, con il consorzio degli operatori. Poi mettere mano alla situazione di abusivismo che ci sono e riguardano l’intero quartiere che per comodità chiamiamo Testimonzos, per far sì che i cittadini rientrino nella legalità»

Testimonzos: negli anni non si è trovata una soluzione. Come si muoverebbe lei?

«La mia idea è, realizzare un Ufficio di piano nel settore Urbanistica con esperti in diritto legislativo urbanistico e pianificazione urbanistica che si occupino di questo tema, e lo studino finché non si sarà trovata una soluzione. Pensiamo che la norma finora inefficace, possa essere, se necessario, modificata per dare delle risposte, nel rispetto della normativa».

In concreto cosa si può fare?

«Serve una pianificazione nuova. Quella attuale, con il Puc di centrosinistra, non ha dato risposte. Bisogna riprendere questi 550 ettari, estrapolare le aziende agricole che hanno una vocazione diversa dalle zone residenziali, e che così possono intercettare i finanziamenti del settore. Fatto questo, il comparto si riduce molto. Poi tutta la zona va suddivisa in un numero maggiore di comparti affinché questi possano essere realizzati per stralci funzionali. Ossia, se io ho un comparto con 50 persone e queste riescono a mettersi d’accordo, io dò gambe a quel comparto. Nuclei più ristretti dove si può procedere senza essere vincolati da quelli che restano bloccati. Il problema abusivi riguarda anche Corra Chervina, inserito però nella programmazione strategica del Monte».

Torniamo al ballottaggio. Come far confluire consensi dalla vostra parte, e convincere gli indecisi?

«Io chiedo ai cittadini di aprire gli occhi e di guardare la città, governata dal centrosinistra da 25 anni. La nostra idea è quella di attuare azioni che diano risposte vere. Ad esempio iniziando a mettere ordine sotto il profilo della pulizia, dell’estetica».

E per quanto riguarda le forze che hanno partecipato alla competizione elettorale e non hanno preso una posizione per il ballottaggio?

«Noi cercheremo di convincere queste forze che il vero cambiamento siamo noi. Con loro abbiamo punti programmatici in comune. Se si sono presentate da sole e non coese con l’amministrazione Soddu, significa che erano scontente e le imputano di aver portato la città a questo punto».

Ma quale è l’ambizione di Pietro Sanna e della sua coalizione?

«Noi abbiamo l’ambizione, ed è la nostra scommessa, di portare questa città, nella graduatoria della qualità della vita nelle città italiane, dall’attuale 72esimo posto, entro il 40esimo in cinque anni».

Su quali indicatori punterete in particolare?

«Devono essere potenziati i servizi al cittadino, la persona al centro dell’azione politica, qualità della vita. Lo si fa se si rimette in moto Pratosardo, si danno risposte a Testimonzos, si fa un piano strategico sull’Ortobene, si mettono le attività commerciali nella condizione di lavorare per esempio rivedendo la Ztl del Corso Garibaldi».

Nel suo programma lei ha spesso parlato dei giovani.

«Noi pensiamo a una città di giovani e una amministrazione che crea opportunità. Il Comune deve essere il loro informatore principale, manca uno sportello al quale il giovane si possa rivolgere e ottenere indicazioni. Ci sono tanti giovani che non conoscono bandi e agevolazioni nei settori dell’agricoltura e dell’imprenditoria e delle startup».

Come dovrebbe essere la Nuoro che lei vede da qui a 5 anni?

«Una città virtuosa, capace anche di fare utili investendo nelle sue attività. Una smart city, una città intelligente da connettere sotto tutti i punti di vista. Una città che riesce a convertire la sua economia. Questo può portare a esenzioni tariffarie e contributi economici agevolati per l’accesso ai servizi».

Facciamo che lei diventi sindaco. Cosa dice a Soddu?

«Lo invito a fare un’azione all’opposizione costruttiva, finalizzata al benessere dei cittadini. Bisognerà avere attenzione per tutti. Gli chiederò collaborazione, anche dentro il Consiglio comunale. Nel rispetto dei ruoli».(simonetta selloni)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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