L’eredità della famiglia del Nobel
di Luciano Piras
Uno studio di Graziano Costa ricostruisce tutti i passaggi di mano del patrimonio di Grazia Deledda
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NUORO. È andato a spulciare faldoni ormai dimenticati e visure storiche impensabili pur di rimettere ordine all’eredita della famiglia di Grazia Deledda. Il testamento, prima di tutto, perizie, pareri, istanze, autorizzazioni e altri atti ancora. Ritrovati, visti, scannerizzati e studiati riga per riga per ricostruire e documentare i passaggi nel tempo del patrimonio familiare del Nobel nuorese. È Graziano Costa, commercialista, che si è preso la briga di mettere insieme tutti i tasselli e i movimenti dei beni, mobili e soprattutto immobili, della famiglia della scrittrice. «Con il riscontro nei luoghi fisici e dell’anima descritti nel suo romanzo autobiografico postumo “Cosima”» sottolinea lo stesso Costa. “L’eredità” è il titolo del libro che ne è venuto fuori, sottotitolo: “I luoghi di Cosima”, appena pubblicato con la Youcanprint di Lecce (contiene parecchie fotografie, diverse quelle inedite). Sentendo la morte vicina, Giovanni Antonio Deledda, padre del Nobel, scrisse le sue ultime volontà… «Nuoro 12 agosto 1889: dando sicura la morte nel mondo essendo inerte con questo mio testamento dispongo quanto segue: 1° lascio l’usufrutto di quanti beni possiedo durante la mia vita alla mia cara moglie Francesca Cambosu perché ne disponga a suo piacimento senzaché alcuno abbia a chiederne conto; 2° in quanto alla mia funeraria mi rimetto a ciò che essa sarà per farsi». «Ma non andò cosi» mette subito in guardia Graziano Costa. «Mi sono imbattuto in diversi documenti che hanno subito suscitato il mio interesse: in alcuni fascicoli ricorreva il cognome Deledda e si riferivano al periodo in vita di Grazia. La curiosità era tanta e sono stato preso dalla smania di conoscere, questa volta nessuno mi aveva incaricato delle ricerche, come invece succede nella mia professione, ma ho fatto ciò che ero solito fare: confrontato una data, cercato un protocollo e finalmente tassello dopo tassello eccola... l’eredità di Casa Deledda». Dalla casa con il cortile nel rione Santu Predu, alla vigna di Toddotana, al frantoio. Facendo tappa, spesso e volentieri all’Archivio di Stato di Nuoro, «anche stavolta le pagine parlavano, oltre la fredda elencazione di beni e di cifre, raccontavano di vita vera, persone e luoghi vissuti. E in quelle persone, ma soprattutto in quei luoghi, con mia grande impressione, ho riconosciuto la Cosima che avevo letto e riletto più volte: la casa, la vigna, il frantoio erano lì… tra quelle vecchie carte» spiega ancora Graziano Costa. Già autore di un altro lavoro tanto specifico quanto singolare, “Il pino di Grazia Deledda”, pubblicato nel 2017. Da quel momento è scattata la molla della ricerca approdata ora a questo nuovo libro, “L’eredità”, appunto. «Con questo lavoro vorrei provare a trasmettere quell’emozione che mi ha pervaso sfogliando, rispettosamente e con estrema delicatezza, quelle pagine oramai ingiallite e rovinate dal tempo. Pagine così fragili, ma così potenti nella loro verità». Pagine che coinvolgono emotivamente diverse famiglie nuoresi, pagine che testimoniano persino di tanti toponimi, alcuni ormai in disuso, con l’indicazione dei nomi dei proprietari nuoresi che confinavano con le proprietà della famiglia Deledda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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