Lodè, addio a “su Cuoco” chef pioniere del turismo

Salvatore Sanna in una vecchia immagine

Salvatore Sanna è morto a Olbia 82 anni. Suo l’Hotel-Ristorante Sant’Anna. Era emigrato in Svizzera alla fine degli anni ’50. Ha lavorato in Costa Smeralda

LODÈ. «Sono andato avanti nonostante tutto. Ho capito che Sant’Anna poteva, e può ancora, diventare un centro turistico di un certo livello». C’è la storia di una vita intera, in queste poche parole. Una vita di sacrifici, una vita di successi. Una vita per la famiglia, una vita per il lavoro. È la storia di Salvatore Sanna, su Cuoco per antonomasia, chef stellato pluripremiato, con una lunga esperienza internazionale, e soprattutto coraggioso pioniere del turismo a Sant’Anna, ai piedi del Montalbo, a dieci chilometri da Lodè, dove tziu Salvatore era nato nel 1938 e da dove era partito giovanissimo per inseguire il suo sogno. Un visionario resistente, fino alla fine, fino all’ultimo respiro. È morto nell’ospedale di Olbia, dopo un mese di corsa contro il tempo per restare aggrappato alla vita ormai in fuga (il funerale verrà celebrato questo pomeriggio a Lodè, alle 15,30, nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova).


Era emigrato da Lodè nel giugno del 1958, aveva appena vent’anni. In paese, allora, si contavano 3.500 abitanti. Salvatore Sanna aveva scelto la Svizzera. È lì che è iniziato il suo apprendistato nel settore gastronomico ed è lì che ha studiato il tedesco frequentando la scuola alberghiera. Nel 1965 è rientrato in Sardegna. La Costa Smeralda e l’Aga Khan promettevano lavoro anche ai numerosi emigrati sardi. Così Salvatore Sanna ha passato cinque anni nelle cucine più rinomate della Costa. Nel frattempo ha iniziato a covare l’idea di mettersi in proprio e di tornare a Lodè. Ha studiato ancora, lavorato sodo. Su Cuoco ha coltivato un’invidiabile esperienza su piatti locali e internazionali. Per tre anni ha insegnato nella Scuola alberghiera di Orosei. Poi, finalmente, nel lontano 1984 ha deciso di aprire l’Hotel-Ristorante Sant’Anna, quando a Sant’Anna non c’era ancora nulla di nulla. Soltanto, si fa per dire, quella magnifica visuale aperta davanti sul litorale che guarda su Tavolara e alle spalle sul massiccio calcareo che sale a Sa Mela e a punta Cupeti. Nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica e ai mille cavilli burocratici tipicamente italiani, Salvatore Sanna è riuscito a realizzare il suo grande sogno, forte di una famiglia unita di sette figli, con un successo indiscusso benché spesso dimenticato da una certa politica sorda e con i paraocchi. Innumerevoli i riconoscimenti ricevuti per la sua cucina, tra cui le “Posate d’Oro” nel 1992. Un faro per Lodè, per tutta la Baronia. Incalcolabile il contributo dato allo sviluppo dell’economia locale.


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