Tortolì, richiamo al buon senso per evitare la chiusura totale
TORTOLÌ. Tanti attendevano da tempo un intervento, da parte dell’amministrazione comunale rispetto agli assembramenti, soprattutto di giovani, che continuano a registrarsi, sia in centro che nella...
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TORTOLÌ. Tanti attendevano da tempo un intervento, da parte dell’amministrazione comunale rispetto agli assembramenti, soprattutto di giovani, che continuano a registrarsi, sia in centro che nella zona portuale della frazione di Arbatax. In entrambi i casi ci si lamenta per i pochi controlli.
«La soluzione più comoda e semplice per le istituzioni – afferma il sindaco Massimo Cannas – sarebbe emettere ordinanze per chiudere strade e piazze; fare scattare controlli ancora più severi (che comunque procedono e saranno intensificati), ma non è questo il rimedio. A noi interessa instaurare un patto sociale, in questo momento occorre responsabilità collettiva: i giovani devono essere parte attiva di questo percorso e tutti insieme abbiamo l’obbligo di tutelarci a vicenda per uscire, e prima, da questa emergenza».
Il primo cittadino precisa che in Comune si sono avute notizie di diversi incontri e, soprattutto, assembramenti nelle ore serali. «In particolare – fa rilevare il capo dell’esecutivo comunale – ci rivolgiamo ai giovani, ci sta molto a cuore che osservino le misure di protezione e non corrano pericoli con comportamenti poco prudenti. Siamo consapevoli che questo è un periodo particolarmente duro anche per voi – aggiunge –, tante le rinunce che siete stati chiamati a fare ormai da diversi mesi: l’incertezza lavorativa, scolastica, lo stravolgimento dei rapporti sociali. Ma viviamo un’emergenza straordinaria e quindi dobbiamo tutti continuare a impegnarci per tutelare la nostra comunità».
Numerosi i commenti postati, nella pagina Fb del Comune, sotto il comunicato del sindaco Massimo Cannas. C’è chi evidenzia: «Basterebbe che i controlli vengano fatti seriamente non con la telepatia». Altri rimarcano che «purtroppo non capiscono; sarebbe meglio cominciare a sanzionare». E chi ancora ricorda: «Non sono solo i giovani a non rispettare le regole, anche noi adulti non scherziamo». (l.cu.)
«La soluzione più comoda e semplice per le istituzioni – afferma il sindaco Massimo Cannas – sarebbe emettere ordinanze per chiudere strade e piazze; fare scattare controlli ancora più severi (che comunque procedono e saranno intensificati), ma non è questo il rimedio. A noi interessa instaurare un patto sociale, in questo momento occorre responsabilità collettiva: i giovani devono essere parte attiva di questo percorso e tutti insieme abbiamo l’obbligo di tutelarci a vicenda per uscire, e prima, da questa emergenza».
Il primo cittadino precisa che in Comune si sono avute notizie di diversi incontri e, soprattutto, assembramenti nelle ore serali. «In particolare – fa rilevare il capo dell’esecutivo comunale – ci rivolgiamo ai giovani, ci sta molto a cuore che osservino le misure di protezione e non corrano pericoli con comportamenti poco prudenti. Siamo consapevoli che questo è un periodo particolarmente duro anche per voi – aggiunge –, tante le rinunce che siete stati chiamati a fare ormai da diversi mesi: l’incertezza lavorativa, scolastica, lo stravolgimento dei rapporti sociali. Ma viviamo un’emergenza straordinaria e quindi dobbiamo tutti continuare a impegnarci per tutelare la nostra comunità».
Numerosi i commenti postati, nella pagina Fb del Comune, sotto il comunicato del sindaco Massimo Cannas. C’è chi evidenzia: «Basterebbe che i controlli vengano fatti seriamente non con la telepatia». Altri rimarcano che «purtroppo non capiscono; sarebbe meglio cominciare a sanzionare». E chi ancora ricorda: «Non sono solo i giovani a non rispettare le regole, anche noi adulti non scherziamo». (l.cu.)
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