Stalking alle coinquiline, a giudizio
In aula parla una delle parti offese. «Diceva: sposta la macchina o ti sparo»
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NUORO. Tra i processi interrotti senza poter sentire tutti i testi in programma, ieri mattina, c’è stato anche quello che vede un nuorese a giudizio con l’accusa di stalking. Secondo quanto avevano raccolto le indagini dei carabinieri, l’uomo, dal mese di maggio del 2015, aveva minacciato alcune coinquiline di un condominio nella zona del Sacro Cuore «cagionando alle stesse un perdurante stato di ansia e di paura, ingenerando in loro un fondato timore per la propria incolumità e quella dei prossimi congiunti, nonché costringendole ad alterare le proprie abitudini di vita». Una di queste coinquiline, ieri mattina, è stata sentita in udienza come teste, e rispondendo alle domande dell’accusa, ha raccontato che l’attuale imputato l’aveva minacciata dicendole “Sposta subito la macchina altrimenti ti sparo” e che l’aspettava al buio, nelle scale condominiali, «allo scopo di intimorirla quando la sera rincasava».
Tra le persone che l’imputato, Antonio Francesco Medde, è accusato di aver minacciato e perseguitato ci sono anche altre due coinquiline. E nei loro confronti, stando all’accusa, oltre ad aver pronunciato parole decisamente offensive, le avrebbe minacciate in più occasioni dicendo che avrebbe buttato giù il loro portone. L’imputato a suo tempo aveva lamentato di essere lui, la persona alla quale le condomine creavano disturbo. Tant’è che tra il 13 luglio del 2016 e il 30 aprile del 2018, «per almeno quindici volte, a qualsiasi ora del giorno e della notte, aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, lamentando rumori provenire dagli appartamenti delle persone offese». L’imputato aveva sporto nove querele contro le persone offese, ma tutti i procedimenti penali che erano nati da quelle querele poi si sono conclusi con altrettanti decreti di archiviazione per infondatezza dei fatti denunciati. Il processo di ieri riprenderà a marzo.
Tra le persone che l’imputato, Antonio Francesco Medde, è accusato di aver minacciato e perseguitato ci sono anche altre due coinquiline. E nei loro confronti, stando all’accusa, oltre ad aver pronunciato parole decisamente offensive, le avrebbe minacciate in più occasioni dicendo che avrebbe buttato giù il loro portone. L’imputato a suo tempo aveva lamentato di essere lui, la persona alla quale le condomine creavano disturbo. Tant’è che tra il 13 luglio del 2016 e il 30 aprile del 2018, «per almeno quindici volte, a qualsiasi ora del giorno e della notte, aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, lamentando rumori provenire dagli appartamenti delle persone offese». L’imputato aveva sporto nove querele contro le persone offese, ma tutti i procedimenti penali che erano nati da quelle querele poi si sono conclusi con altrettanti decreti di archiviazione per infondatezza dei fatti denunciati. Il processo di ieri riprenderà a marzo.
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