Cervelli in fuga, via al piano Itaca

Su proposta di Gavoi l’Unione dei Comuni lancia una piattaforma per connettersi ai giovani nel mondo

GAVOI. Giovani barbaricini, competenti, e pronti a spendersi per la propria isola anche se risiedono a centinaia di chilometri dalla loro terra. Sono la generazione che guarda alle potenzialità di un mondo sempre più connesso, formati e affermati, e pronti a divenire un ponte di promozione e crescita economica per i territori da dove provengono, nella terra che invece li accoglie. Così capita che anche in Barbagia ci si renda conto dell’importanza di questa rete di giovani sparsi per il mondo, e si inizi a ragionare su come mettere a frutto questo insieme di capacità esportate, con i giovani non più visti come cervelli in fuga, ma come ambasciatori da sfruttare al massimo per il bene del territorio. L’Unione dei Comuni Barbagia guidata dalla sindaca di Oniferi Stefania Piras, su proposta del Comune di Gavoi, ha messo in cantiere il progetto Itaca che pone le basi appunto sul gran numero di giovani barbaricini sparsi per il mondo.

Una piattaforma informatica da cui partire per raccogliere tutto il vasto repertorio di competenze lontane chilometri da casa. Si punta a sfruttare le numerose potenzialità che possono nascere anche dal difficile periodo storico che stiamo attraversando. A parlarne è Salvatore Lai, neo sindaco di Gavoi, che ha proposto ai colleghi della Unione il progetto. «Crediamo che il riconnetterci con i nostri giovani che risiedono fuori sia il primo passo per tentare un’azione di rivitalizzazione dei nostri centri, economica ma se vogliamo anche urbanistica per via del potenziale immobiliare inutilizzato. Abbiamo bisogno di loro, delle loro competenze, e della loro incredibile capacità di adattamento. Il momento che stiamo vivendo ci ha aperto uno spiraglio verso la possibilità di proporre anche un ritorno a casa per sfruttare tutte le potenzialità dello smart working, ma abbiamo bisogno che i nostri paesi siano serviti da connessioni internet e di strade veloci verso porti e aeroporti».

E se la piattaforma Itaca, servirà per creare materialmente una rete di giovani connessi con la propria terra e tra loro, qualcuno che lavora proficuamente per la sua Barbagia c’è già, anche se si trova a centinaia di chilometri di distanza. È il 33enne Stefano Zedde, responsabile del progetto Buy Italy, un evento B2B che dal 16 al 20 novembre ha dato la possibilità a 60 operatori turistici italiani di incontrarsi virtualmente con 100 buyer polacchi dei segmenti lusso e active, durante 900 incontri organizzati all’interno di una piattaforma digitale.

Originario di Ollolai e cresciuto a Oristano, Zedde da 6 anni vive a Varsavia e lavora per la Camera di commercio e dell’Industria Italiana in Polonia, guidata da un presidente sardo, l’ingegnere Piero Cannas di Cagliari. E sempre grazie a loro che a settembre le Barbagie di Ollolai, Belvì e Seulo sono state promosse a Varsavia e Cracovia, attraverso una serie di eventi strutturati che hanno raggiunto migliaia di polacchi. L’evento appena concluso, è stato il più grande workshop online di promozione del Made in Italy mai organizzato in Europa.

«Purtroppo per la Sardegna c’era solo l’azienda Su Gologone Experience Hotel, ma stiamo già pensando di organizzare un evento dedicato esclusivamente alle aziende turistiche sarde», spiega Stefano Zedde. A confermare l’ottima riuscita della iniziativa è Camilla Crisponi, 26 anni responsabile marketing della struttura olianese. «Ho incontrato diversi buyer grazie a questo evento che per la prima volta ci ha permesso di promuoverci in Polonia. Sapere che dietro ci sono sardi che già conoscono le potenzialità della nostra terra è sicuramente importantissimo e accresce il valore e la portata di questi momenti».

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