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Affitti brevi, aumentano i controlli: a cosa fare attenzione per evitare brutte sorprese

Affitti brevi, aumentano i controlli: a cosa fare attenzione per evitare brutte sorprese

Dati diffusi dalla piattaforma Airbnb indicano che nel 2025 sono stati registrati oltre 114 milioni di arrivi tramite il portale

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Negli ultimi anni gli affitti brevi hanno conosciuto una forte espansione in Italia, diventando una componente sempre più rilevante del mercato turistico. Case vacanza e bed and breakfast continuano infatti a moltiplicarsi, anche mentre molte attività commerciali nelle città affrontano difficoltà e chiusure.

Il settore

Secondo un’analisi di Confcommercio contenuta nello studio “Città e demografia d’impresa”, dal 2012 a oggi le strutture ricettive extralberghiere sono aumentate in modo significativo. La crescita è particolarmente marcata nel Sud Italia, dove l’incremento sfiora il 290%, mentre nelle regioni del Centro-Nord si attesta attorno al 147%.

Il fenomeno è diffuso in tutta Europa. Dati diffusi dalla piattaforma Airbnb indicano che nel 2025 sono stati registrati oltre 114 milioni di arrivi tramite il portale. Molti utenti scelgono queste soluzioni non solo per turismo, ma anche per lavoro, studio o mentre sono alla ricerca di una sistemazione stabile.

Il peso sull’economia

Oltre alla crescita dei numeri aumenta anche l’impatto economico del settore. Gli arrivi registrati sulla piattaforma nel 2025 avrebbero contribuito per oltre 53 miliardi di euro al Pil dell’Unione Europea, sostenendo più di 900 mila posti di lavoro tra ospitalità e servizi collegati.

Controlli più intensi

Parallelamente all’espansione del mercato, le autorità stanno rafforzando i controlli. La Guardia di Finanza ha intensificato le verifiche sugli affitti turistici inferiori ai 30 giorni per individuare eventuali casi di evasione fiscale o appartamenti affittati senza dichiarare i redditi.

A cosa fare attenzione

Tra gli strumenti principali di controllo c’è il Codice identificativo nazionale (Cin), il numero che i proprietari devono indicare negli annunci online e negli immobili destinati alle locazioni brevi. L’assenza del codice, può rappresentare un indizio per le forze dell’ordine e potrebbe far scattare verifiche per accertare il rispetto delle norme fiscali e amministrative, mentre le autorità incrociano sempre più spesso i dati delle piattaforme digitali con quelli dell’amministrazione finanziaria.

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