Alluvione in Sardegna emergenza nazionale: c'è l'ok della Protezione civile

Una strada di Bitti (foto Massimo Locci)

Già domani 3 dicembre il Consiglio dei ministri potrebbe dichiarare la "calamità naturale". Il via libera darebbe nuovi strumenti per affrontare e risolvere i problemi urgenti

BITTI. Il presidente della Regione Christian Solinas ha già inoltrato al capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per gli eventi calamitosi di Bitti. È l'atto tecnico indispensabile per mettere in moto il meccanismo che prevede il via libera da parte della Protezione civile, la trasmissione del dossier al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che poi porta la documentazione all'esame del Consiglio dei ministri. E c'è già una prima data possibile per l'esame e il via libera: domani, nel corso di un Consiglio dei ministri già programmato.

«Stiamo raccogliendo le informazioni indispensabili per dare corso a questo passaggio, con la dichiarazione di emergenza nazionale potremo avere gli strumenti per affrontare la problematica nel suo complesso e risolverla», ha sottolineato il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini. Il punto è che la messa in sicurezza del paese devastato si interseca con il tema della ricostruzione. Già nel 2016, sulla scia del ciclone Cleopatra, si era posta una questione estremamente complessa. «Per via Brescia e via S'Arginamentu avevamo parlato della delocalizzazione di 15 palazzi, nel senso che questa era una delle ipotesi di cui si discuteva con la Regione» dice Ciccolini. Delocalizzazione ha un significato: demolire e ricostruire da un'altra parte. Una scelta estrema. Non fu fatta.

Ma oggi «alla luce di quello che è accaduto, dobbiamo rivalutare questa ipotesi. È chiaro che si tratta di un tema delicatissimo che ha tempistiche importanti». Si parla di spostare nuclei familiari, buttare giù interi stabili, intervenire sul canale. Servirà un piano di progettazione e la condivisione con la popolazione. Le stesse opere previste nell'ambito del finanziamento di 20 milioni di euro, oggi sono superate. Intanto ieri i Vigili del fuoco, hanno avviato le prime verifiche statiche, coordinate dagli ingegneri Antonio Angotzi e Roberto Rossi, del Comando provinciale di Nuoro. Con loro, colleghi delle altre province e dal Lazio. Dopo la primissima fase, di liberazione delle strade - alla quale partecipano anche i mezzi dell'Esercito - sono state controllate le palazzine in cui l'acqua ha eroso il piano di appoggio, con il conseguente cedimento delle fondazioni. Le segnalazioni vengono poi trasmesse al sindaco che dovrà emettere le ordinanze proporzionate alle prescrizioni. Il lavoro da fare è appena all'inizio. Ed e innanzitutto rivolto all'aiuto a chi è più in difficoltà: gli anziani, gli allettati, chi magari non ha subito troppi danni alla casa ma davanti non ha più la strada. È appena l'inizio di un lunghissimo lavoro.

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