Delitto di Orani, il commovente ricordo della compagna della vittima: «Non sarò più la stessa»
Il post di Manuela Porcheddu: «Il modo di farlo stare zitto è stato proprio quello di colpirlo alle spalle»
L’omicidio di Tonino Pireddu, 38 anni, freddato con un colpo di fucile alla schiena mentre si trovava sull’uscio della sua abitazione a Orani, nella tarda serata del 18 febbraio, è un vero e proprio giallo. La vittima, operaio incensurato, non risulterebbe legata da vincoli di parentela o da collegamenti con episodi criminosi che in passato hanno interessato il paese.
Mentre le indagini cercano di ricostruire dinamica e movente, a rompere il silenzio è stata la compagna, Manuela Porcheddu, originaria di Bonorva. Con un lungo e toccante post pubblicato su Facebook, la donna ha voluto difendere la memoria dell’uomo che definisce “la mia metà, il mio tutto”.
«Io e Tonino non eravamo soliti scrivere sui social o far vedere quanto ci amavamo pubblicamente - ha scritto - il nostro amore lo dimostravamo ogni giorno con fatti concreti». Parole che raccontano una quotidianità fatta di messaggi premurosi e di piccoli gesti che, nel racconto di Manuela, delineano il profilo di un uomo premuroso, sensibile, capace di emozionarsi davanti a un film fino alle lacrime.
Nel suo sfogo c’è anche l’amarezza per le voci circolate dopo il delitto. «Leggere chissà cosa ha fatto lui per giustificare un gesto del genere è ignobile e crudele», scrive, respingendo con forza qualsiasi insinuazione. Tonino, sostiene, era sempre pronto al confronto civile, lontano da attriti e rancori. Un uomo che “avrebbe dato la vita” e che invece è stato colpito alle spalle, senza possibilità di difendersi. «Io purtroppo non ho più il mio Tonino, e senza di lui forse nemmeno io sarò più quella Manuela che tutti conoscono. Sei e sarai per sempre l’amore puro e sincero di cui questo mondo ha bisogno» conclude.
