Nel fortino abbandonato spunta una santabarbara

Bosa, esplosivo e munizioni in una struttura della seconda guerra mondiale I carabinieri recuperano 200 detonatori, 400 munizioni e 250 metri di miccia

BOSA. Una santabarbara dentro a un fortino della seconda guerra mondiale, a due passi dalla spiaggia di Turas. Questo hanno scoperto durante un controllo effettuato giovedì mattina i carabinieri della stazione di Bosa, al comando del maresciallo maggiore Luca Gabelloni, e di Montresta, alle dipendenze del maresciallo Leonardo Pintus. Coadiuvati dal personale del Nucleo cinofili di Abbasanta e del Nucleo artificieri antisabotaggio di Nuoro, in forza ai Cacciatori di Sardegna, intervenuti sulla costa di Bosa. Dove, all'interno di un vecchio fortino della seconda guerra mondiale, si trovava un cospicuo quantitativo di materiale esplodente e di munizionamento da guerra.

Il controllo, “effettuato d’iniziativa” spiegano dall’Arma, è scattato alla vigilia della festa di Santa Barbara, tra l’altro patrona di artificieri, genieri, armaioli, nella ventosa e fredda giornata del tre dicembre, nell'area di Turas, a circa due chilometri da Bosa Marina. Lo ha coordinato il comandante della compagnia carabinieri di Macomer, il maggiore Giuseppe Castrucci. Nel fortino risalente al secondo conflitto mondiale mimetizzato tra la macchia mediterranea, a due passi dalla vecchia cava ormai dismessa, nel declivio fra Sa Lumenera e la scogliera lato sud della spiaggia di Turas, i militari hanno rinvenuto 200 detonatori; 2 bobine di miccia deflagrante, complessivamente per 250 metri di lunghezza; 640 capsule da innesco e infine ben 400 munizioni da guerra per arma portatile di vario calibro.

Insomma un vero e proprio arsenale, dirà l’esito dell’inventario comunicato ieri dal comando provinciale dei carabinieri di Nuoro, dopo i primi accertamenti seguiti a ricerche, bonifica della casamatta e trasporto dei reperti in un luogo sicuro. Tutto materiale in buono stato di conservazione quello trovato a Turas, messo in sicurezza dai Cacciatori di Sardegna, che nei prossimi giorni dovranno verificarne la capacità esplosiva e procedere infine alla distruzione, il finale di questa operazione. Resta invece per ora nell’ambito delle ipotesi, comunque coperte dal massimo riserbo dei carabinieri, cosa ci facesse tutto quel materiale esplodente e munizionamento da guerra, non propriamente pirotecnico quindi, nel datato fortino di Turas. Difficile pensare comunque che possa essere stato dimenticato nel periodo della seconda guerra mondiale, visto che tutte le aree utilizzate dai militari, tanto più le strutture in cemento armato che servivano a difendere l'isola da un possibile attacco delle forze alleate di cui è disseminato anche il litorale bosano, sono state bonificate immediatamente dopo il conflitto bellico.

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