Area marina protetta, a Cala Gonone cresce il fronte della protesta
di Nino Muggianu
DORGALI. Petizione per la sospensione dell'iter per l'istituzione dell'Area Marina Protetta Golfo di Orosei. La propone Paolo Insolera, imprenditore attivo nel settore del diving, promotore del...
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DORGALI. Petizione per la sospensione dell'iter per l'istituzione dell'Area Marina Protetta Golfo di Orosei. La propone Paolo Insolera, imprenditore attivo nel settore del diving, promotore del Comitato cittadino per un’Area Protetta dei cittadini. La petizione indirizzata al Comune di Dorgali fa seguito alla protesta di 17 società che operano nel porto di Cala Gonone e una di Orosei . Gli operatori chiedono che «venga immediatamente sospeso l’iter istitutivo della Amp ministeriale proposta per parte del Golfo di Orosei e che si rimandi ogni successivo step valutativo a quando l’emergenza Covid sarà conclusa avendo quindi la possibilità di riunirsi e confrontarsi liberamente con tutta la popolazione».
«In questo ultimo periodo – si legge nel comunicato – si sta definendo la futura Area Marina Protetta Golfo del Orosei, una zona di “tutela” che purtroppo poco tutela, basata su schemi e regolamenti studiati oltre 30 anni fa, quando le esigenze e le problematiche erano ben diverse, che vincola per sempre un territorio assoggettandolo ai voleri del ministero dell'Ambiente senza tenere conto delle tipicità e peculiarità del territorio. Basti pensare che nel Golfo di Orosei l’unica cosa vietata sarà lo scii nautico e la pesca subacquea, attività a bassissimo impatto ambientale, a impatto zero di inquinamento».
« Per fare questa non tutela – affermano i firmatari della petizione – peró ci saranno costi esorbitanti per tutti, operatori che saranno tartassati da balzelli e burocrazia e anche i cittadini che dovranno pagare profumatamente per farsi un bagno o una pescata nel loro mare. Al di là del giudizio di merito, tutto questo si sta decidendo in un momento in cui i cittadini non possono riunirsi e vedersi, in cui hanno ben altre preoccupazioni. Quello che io e decine di altri cittadini pensiamo – afferma Paolo Insolera, titolare della Blue & Green Best – è che tutelare il territorio sia fondamentale ma vada fatto nel modo giusto e con il giusto, quindi massimo, coinvolgimento di tutta la popolazione, nessuno escluso».
«In questo ultimo periodo – si legge nel comunicato – si sta definendo la futura Area Marina Protetta Golfo del Orosei, una zona di “tutela” che purtroppo poco tutela, basata su schemi e regolamenti studiati oltre 30 anni fa, quando le esigenze e le problematiche erano ben diverse, che vincola per sempre un territorio assoggettandolo ai voleri del ministero dell'Ambiente senza tenere conto delle tipicità e peculiarità del territorio. Basti pensare che nel Golfo di Orosei l’unica cosa vietata sarà lo scii nautico e la pesca subacquea, attività a bassissimo impatto ambientale, a impatto zero di inquinamento».
« Per fare questa non tutela – affermano i firmatari della petizione – peró ci saranno costi esorbitanti per tutti, operatori che saranno tartassati da balzelli e burocrazia e anche i cittadini che dovranno pagare profumatamente per farsi un bagno o una pescata nel loro mare. Al di là del giudizio di merito, tutto questo si sta decidendo in un momento in cui i cittadini non possono riunirsi e vedersi, in cui hanno ben altre preoccupazioni. Quello che io e decine di altri cittadini pensiamo – afferma Paolo Insolera, titolare della Blue & Green Best – è che tutelare il territorio sia fondamentale ma vada fatto nel modo giusto e con il giusto, quindi massimo, coinvolgimento di tutta la popolazione, nessuno escluso».
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