Distretto del marmo in agonia
di Nino Muggianu
Orosei, il grido d’allarme dell’assessore: «Occupazione e produzione ridotte del 70 per cento»
3 MINUTI DI LETTURA
OROSEI. Distretto industriale del marmo in profondo rosso. Il bilancio è drammatico, la produzione e l’occupazione sono state ridotte più del 70% rispetto ai livelli originari, ante crisi. Tra i problemi principali, la burocrazia che continua a provocare danni. A lanciare l’allarme è l’imprenditore e assessore alle Attività produttive di Orosei, Giuseppe Sanna. «La pandemia da Covid-19 ha provocato una drastica riduzione della vendita di prodotti lavorati e di blocchi grezzi – dice –. Le aziende del comparto hanno rapporti commerciali, oltre al mercato interno, con il mercato internazionale ed in particolar modo con India, Cina e Paesi Arabi. La pandemia ha provocato una repentina e drastica riduzione della richiesta da questi paesi. Il contenimento delle vendite ha imposto alle aziende una riduzione della capacità produttiva e di conseguenza un taglio della manodopera. All’inizio della crisi le aziende hanno cercato di mantenere i livelli produttivi ed occupazionali, autofinanziando la produzione e destinando il prodotto all’incremento delle scorte – continua l’assessore –. Il perdurare della crisi di mercato ha reso inutile lo sforzo delle aziende, che hanno dovuto rallentare la produzione ed in alcuni casi fermarla del tutto per certi periodi. Quando questa dinamica era evidente a tutti gli analisti – ricorda Sanna – la Ras aveva proposto la soluzione di finanziare le scorte, con lo strumento denominato “Marmo Bond” ma la burocrazia e i tempi di questo intervento straordinario si sono dimostrati più lunghi della crisi di mercato stessa. Si pensi che ad oggi tali scorte non sono state ancora finanziate. Il risultato è drammatico, la produzione e l’occupazione sono state ridotte più del 70% rispetto ai livelli originari, ante crisi. La crisi occupazionale è drammatica, i dipendenti sono in cassa integrazione, il suo perdurare produrrà l’espulsione progressiva dal processo produttivo di lavoratori specializzati ed il progressivo impoverimento delle popolazioni nei territori interessati, in maniera addirittura tragica sull’economia dei paesi della Bassa Baronia. In questa situazione – sottolinea Sanna – gli imprenditori continuano a credere nel futuro del comparto, ed aspettano la primavera per verificare se i mercati di riferimento mostreranno segni di ripresa, in modo da ridurre il prodotto stoccato in questo periodo e incrementare la produzione». Il comparto lapideo di Orosei, già riconosciuto dal Governo e dalla Regione Distretto industriale del marmo di Orosei, è caratterizzato da una elevata concentrazione e specializzazione produttiva di imprese industriali. Sino ad oggi l'industria del marmo oroseina si è colloca in una posizione di rilievo nel mercato nazionale e internazionale delle pietre ornamentali. Le aziende hanno conseguito per prime in Italia il marchio CE sui marmi lavorati nello stesso distretto. Molte hanno inoltre ottenuto le certificazioni di qualità dei processi e dei prodotti. «Altre – afferma ancora Sanna – hanno ormai investito nella commercializzazione del prodotto in show room, e alcune aziende hanno costituito direttamente società di commercializzazione nei mercati esteri di sbocco del prodotto. Le aziende di escavazione e lavorazione del materiale avevano una capacità estrattiva complessiva di circa 85mila metri cubi l’anno e una capacità di segagione di 800mila metri cubi per anno. Prima della crisi, nel Distretto trovavano occupazione diretta poco più di 500 unità lavorative. L’indotto, costituito da imprese di tutta la regione, per trasporto, manutenzioni, produzione e commercializzazione di materiali a supporto delle aziende produttrici, rappresentava una parte importante dell’intera economia isolana. Poi l’arrivo del coronavirus che ha fermato tutto o quasi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
