IL PUNTO
Il Covid dietro le sbarre, vite recluse stravolte
NUORO. Il Covid ha cambiato la vita di tutti, anche dei detenuti dentro il carcere. E alcuni di loro hanno avuto la possibilità di accedere a misure alternative alla detenzione, proprio per la...
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NUORO. Il Covid ha cambiato la vita di tutti, anche dei detenuti dentro il carcere. E alcuni di loro hanno avuto la possibilità di accedere a misure alternative alla detenzione, proprio per la necessità di garantire maggiore sicurezza all’interno del penitenziario. Sull’impatto del Covid nella loro vita hanno riflettuto gli ospiti del Centro di accoglienza, con gli operatori della cooperativa Ut unum sint. Per qualcuno di loro, spiega don Pietro Borrotzu, è rimasto impresso «il senso di solitudine, preoccupazione, vuoto, che la mancanza di quel poco di “libertà” concessa da permessi premio e visite dei propri familiari ha portato. La direzione della Casa Circondariale di Nuoro ha però provveduto a questo vuoto permettendo ai detenuti più contatti telefonici e videochiamate coi propri congiunti, ristabilendo e dando attenzione alla relazione e al legame con i cari» L’altra faccia della medaglia, per alcuni in semilibertà, è stata il fatto di non poter tornare in carcere a causa del virus, e di aver avuto la possibilità di andare nel Centro di accoglienza, «in cui si sentono come in famiglia e riescono, almeno inparte, a colmare il senso di solitudine». C’è chi durante il periodo di lockdown invece non si trovava in carcere poiché gli è stato concesso l’affidamento. «Il suo primo pensiero è stato a sua madre che avendo altre patologie, non sarebbe stata in grado di poter andare a fare le sue visite specialistiche, con una riflessione su tutte le conseguenze che il Covid-19 ha portato nella vita di molte persone anziane che spesso si sono ritrovate sole. Inoltre, “perdere” la libertà dopo tanti anni passati in carcere è stato un rivivere alcune sensazioni che già si erano provate tanti anni fa, prima per rispondere al proprio reato, ora per fronteggiare la pandemia».
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