Il Grig: «Baia Sant’Anna, lottizzazione scaduta»

Budoni, il Gruppo di intervento giuridico considera il piano in contrasto con il Ppr La convenzione è di 45 anni fa, le opere di urbanizzazione non si sono concluse

BUDONI. A pochi mesi di distanza dai timori evidenziati per nuove colate di cemento tra Cala dei Francesi e il porticciolo di Ottiolu, il Gruppo d’intervento giuridico tiene viva l’attenzione sul comune di Budoni esprimendo preoccupazione per il piano di lottizzazione di Baia Sant’Anna-Su Portitu Ruju, a poca distanza da Tanaunella. Si tratta di una convenzione stipulata 45 anni fa (1975) tra amministrazione comunale e società Baia Sant’Anna Spa. “Dopo varie vicissitudini la società fallì con il subentro della Lasa s.r.l. e recentemente dell’emiliana Larus” spiega una nota del Grig. “Il piano di lottizzazione che prevedeva 36 ville, ristorante, centro commerciale, residence, servizi su area di circa 18 ettari, non vide però completate le opere di urbanizzazione primaria (viabilità, depurazione, reti idriche ed elettriche) entro la scadenza della convenzione che fu poi prorogata al 2003, così come confermato tre anni fa dall’ufficio edilizia privata del comune di Budoni. Le opere di urbanizzazione devono essere realizzate entro 10 anni, in caso contrario le parti inattuate non possono essere completate” spiega Stefano Deliperi.

A Baia Sant’Anna, con le opere di urbanizzazione non terminate si ritiene di poter andare avanti con un piano di lottizzazione ormai in contrasto con le successive normative di tutela costiera e Ppr. Tutto regolare per la Larus, dopo che il consiglio comunale nel 2017-18 ha approvato un progetto di variante tipologica dei fabbricati per il piano di lottizzazione. “Le ville di Baia Sant’Anna sono in elegante armonia col silenzio e la natura incontaminata che le circonda” scrive la società immobiliare annunciando la progettazione in corso del comparto G e H. Nessuna replica invece dall’amministrazione comunale pur contattata, mentre il Grig ha inoltrato l’altro ieri una un’istanza di accesso civico per l’adozione degli opportuni provvedimenti al Ministero e alla Regione girando la segnalazione in Procura. “Non è azzardato ipotizzare la ripresa dei progetti edilizi a Baia Sant’Anna con i sogni cementizi prospettati dal disegno di legge regionale in discussione in Consiglio regionale” conclude Deliperi, “sebbene la giurisprudenza costituzionale in materia sia contraria in maniera chiara e inequivocabile e oltre 37mila cittadini hanno già sottoscritto la petizione per la salvaguardia delle coste sarde e il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle norme vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale”.

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