La musica d’autore come antidoto alla pandemia

Nuovo singolo del cantautore nuorese Stefano Mele da oltre 10 anni di casa a Firenze

NUORO. La musica è una medicina per lo spirito in quest’epoca segnata dal Covid. Lo è stata per il cantautore nuorese Stefano Mele, classe 1978, emigrato da oltre dieci anni a Firenze, dove oggi lavora nel settore turistico. Negli ultimi mesi è la musica con la quale ha sempre convissuto ad averlo tenuto vivo dopo che proprio il coronavirus ha eclissato completamente il suo settore professionale: «Non appena è emersa l’emergenza sanitaria – racconta – abbiamo dovuto chiudere l’attività di b&b. Ad oggi risultiamo aperti ma la richiesta è totalmente assente». L’ispirazione artistica non lo ha comunque abbandonato: «La musica, così come la pittura, mi ha sempre aiutato, nell’atto della creazione artistica, a ritrovare me stesso e nuovi equilibri anche nei momenti più cupi della vita. L’inattività porta necessariamente a sviluppare una crisi. Questo termine se riportato al suo significato indica una scelta – racconta Mele – quindi nuova valutazione, rinascita che può portare, se si vuole, a nuove occasioni di ispirazione e creatività in ogni campo. Non è certo il mio caso, ma sappiamo bene come tantissime idee innovative in molti settori siano nate in buie cantine o stanze dove menti brillanti hanno sviluppato percorsi di successo». È così, che dopo il suo primo album “Fato e logica”, il cantautore continua a dare sfogo alla creatività con un nuovo singolo che in rete conta già tantissime visualizzazioni: “A Natale”. Il brano è prodotto, arrangiato e mixato da Zä e Stefano Mele negli gli studi londinesi Flux Fledge, il singolo è distribuito dall’etichetta sarda La stanza nascosta records del musicista e produttore Salvatore Papotto. «Il brano – racconta Mele – descrive la magia del Natale. Le sue contraddizioni. La festa, filtrata con occhio lucido dei nostri tempi, può essere un’occasione di riflessione sulla società e nella società. I riferimenti sono all’avvento del populismo in politica, alle ipocrite ideologie religiose, al mondo dell’arte e della cultura oramai sottomesso e schiavizzato ai sistemi del cinico mercato capitalistico». Il singolo, che anticipa il nuovo album in uscita a febbraio, porta con sé un’ulteriore curiosità: è suonato da Antonio Rubanu, musicista nato a Nuoro trasferitosi a Londra da 10 anni. Con la musica, seppur a distanza, ci si può incontrare: «La musica è sempre stata un’esperienza tribale. Purtroppo oggi, soprattutto con l’avvento di Internet, la stessa idea di socialità si sta disgregando – dice Rubanu – e questo si riflette sulla musica stessa. Lavoro con tanti artisti, troppi pensano al successo. Stefano Mele vuole semplicemente fare musica ed esprimersi, lavorare con lui è aria fresca». (a.me.)

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