Processo Hazzard: l’imprenditore accusa, la difesa replica

BORORE. La guerra politica in corso a Borore nel 2015 emerge in tutta la sua chiarezza nel processo legato all’inchiesta Hazzard che aveva portato la procura a smascherare un presunto giro di...

BORORE. La guerra politica in corso a Borore nel 2015 emerge in tutta la sua chiarezza nel processo legato all’inchiesta Hazzard che aveva portato la procura a smascherare un presunto giro di malaffare che avrebbe visto coinvolti i vertici amministrativi del Comune, l’Unione dei comuni del Marghine e il Consorzio industriale. Chi amministrava avrebbe affidato gli incarichi ai soliti imprenditori, fedelissimi dal punto di vista politico, tanto da essere in grado poi di riversare sui loro amici pacchetti di voti.

L’inchiesta portò alla detenzione domiciliare l’allora sindaco Salvatore Ghisu, che per il pubblico ministero Armando Mammone, è la figura chiave di tutto il processo. Proprio l’accusa ieri ha chiamato a testimoniare l’imprenditore Piero Virdis il quale ha rimarcato come il clima fosse cambiato nel momento in cui, alle elezioni della fine primavera 2015, si schierò con la fazione avversa a quella di Salvatore Ghisu. Ha spiegato ai giudici del collegio presieduto da Carla Altieri, a latere Federica Fulgheri e Marco Mascia, come quella sua scelta politica sarebbe stata accompagnata da una sorta di ostracismo nei suoi confronti. Ha chiarito che da allora non sarebbe stato più coinvolto in lavori per conto delle amministrazioni, ma la difesa dell’ex sindaco, affidata all’avvocato Gianfranco Siuni ha incalzato il testimone il quale ha sovrapposto date e più volte sbagliato i riferimenti temporali. A rendere tutto più chiaro ci hanno pensato i documenti depositati e che, secondo la difesa, darebbero una spallata alle accuse. All’imprenditore, in piena campagna elettorale e quando già si sapeva che sarebbe stato suo avversario politico, la giunta guidata da Salvatore Ghisu affidò un incarico. Non fu poi Ghisu a revocarne un altro che lo stesso Virdis svolgeva per conto dell’Unione del Marghine, perché quando questo episodio accadde, mancavano diversi mesi al momento in cui il sindaco di Borore sarebbe stato nominato presidente dell’Unione. (e.carta)

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