Il vescovo: #iomivaccino «Fidiamoci della scienza»

Monsignor Antonello Mura lancia l’hastag per la campagna di sensibilizzazione «Credere nell’altro è un atto necessario per vivere, per tornare agli abbracci» 

NUORO. Forte. Come solo una scelta responsabile sa essere. Il vescovo di Nuoro e di Lanusei, Antonello Mura, ci mette la faccia e il cuore: #iomivaccino. Il messaggio diretto e inequivocabile risuona sulla copertina di gennaio del mensile diocesano L’Ogliastra, unendo Chiesa, istituzioni e mondo della medicina in quello che è un “sì” corale alla campagna di vaccinazione. Stanchi e prostrati da una condizione di emergenza sanitaria, ma anche «in debito di relazioni e di abbracci, quindi di incontri “in presenza” – spiega il vescovo – siamo penalizzati da un contagio sempre in agguato e mai vinto finora».

Forse per questo, dinanzi alla speranza profonda dettata dall’avvento del vaccino, «risulta non solo in controtendenza, ma anche incomprensibile, l’atteggiamento e la conseguente scelta di coloro che comunicano il loro no-vax», continua, chiedendosi come sia possibile che «molte persone, anche credenti, arrivino a dimenticare gli importanti passi e benefici giunti all’umanità grazie ai vaccini», dal momento che «da quando sono stati scoperti, essi hanno salvato vite umane e contribuito a far scomparire diverse malattie mortali». Nella sua riflessione, il pastore d’anime delle due diocesi sarde qualche domanda se la pone: «Com’è possibile non vaccinarsi o consigliare di non farlo?», si chiede, e dinanzi al giudizio dei negazionisti che bollano le vaccinazioni come “pericolose e inutili”, denotando «una forte sfiducia nella ricerca scientifica», sottolinea come la questione centrale sia proprio la fiducia: «Questo è un momento nel quale ci troviamo di fronte a un’alternativa: non comprendere e non accettare quello che non riusciamo a decifrare; oppure fidarsi, evitando di nutrirsi di sospetti ugualmente incontrollabili».

Dal ragionamento all’hastag il passo è breve: «Fiducia, oggi, vuol dire vaccinarsi – afferma senza esitazione Mura – e scegliere di fidarsi è un atto necessario per vivere. Non si può essere persone senza credere, perché credere mi permette di vivere le relazioni con gli altri. Per questo anche le difficoltà di accettazione del vaccino ci confermano che dovremmo re-imparare a credere nell’altro». Che da soli non si vada da nessuna parte, lo fa intendere la stessa copertina della rivista: la guida della Chiesa nuorese e ogliastrina è accompagnata da un sindaco in fascia tricolore e da una dottoressa. Tutti a servizio del bene comune: «La vita, come la fede, è un dono – ribadisce ancora il vescovo Antonello – ma non procede spontaneamente: ha bisogno di desiderio, di essere accolta, riconosciuta, custodita, tutelata; e non avviene senza rischi né senza un affidamento. Nulla è garantito una volta per tutte. Si vive tra promesse e precarietà. Certi che la stessa fiducia non è una consegna passiva o ingenua di sé alla vita, agli altri; piuttosto, l’ostinato desiderio di veder fiorire o di recuperare la vita, fidandosi di chi ama la vita e gli altri».

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