Rivive in 6 videoclip Romano Ruju, poeta contro l’ingiustizia

Su YouTube l’omaggio di Valeria Polimene e Stefano Manai. Sarà stampato il romanzo inedito “L’uomo di Orgosolo”

NUORO. La Sardegna perennemente sottomessa al conquistatore di turno, ma anche le sue tradizioni e i sentimenti più teneri dell’uomo. Sono i temi dell’opera di Romano Ruju, il geometra del Comune di Nuoro, scomparso nel ‘74, a soli 39 anni, che si fece conoscere per lo spirito poetico e ancor più a fondo per gli ideali di giustizia e uguaglianza. Dal primo febbraio saranno visibili, su YouTube, 6 videoclip dove vengono messe in scena e recitate altrettante poesie dell’opera “La danza dell’argia”. Progetto, e canale internet, curati dall’associazione culturale “Su Connotu”, di Capoterra, fondata da Christian Ruiu, nuorese, nipote dello scrittore, con l’obiettivi di promuovere figura e opera del letterato. Sempre su iniziativa dell’associazione culturale sarà dato alle stampe il romanzo inedito “L’uomo di Orgosolo”. Il protagonista è un uomo reale, vissuto a cavallo della Seconda guerra mondiale. Accusato di essere l’uccisore del cognato, finì in carcere e scontò una condanna a 30 anni. La rivisitazione comunitaria del delitto, ne sancì l’estraneità al fatto, ma non modificò il corso giudiziario.

Il ritorno in auge dell’opera di Ruju è però affidata alla “Danza dell’Argia”, rivisitazione finanziata dalla Fondazione di Sardegna. Su incarico dell’associazione di Capoterra e della stessa famiglia di Romano Ruju, vi ha lavorato Valeria Polimene, regista dei videoclip, insieme con Stefano Manai: «Le sei poesie – dice Polimente – sono diventate altrettanti cortometraggi, dove la recita dei versi costruisce le immagini e le situazioni umane che Ruju ha voluto rappresentare». Dove ha collocato il legame sentimentale (Lettera d’addio, è la poesia), l’amore di un genitore (A Mio figlio), e poi le tradizioni (la maschera dei “mamuthones”). Ma più di altri emerge la poesia-denuncia dello scrittore di Nuoro. Il proclama contro il progetto turistico della Costa Smeralda, e poi dell’industria chimica, visti come sono i segni di un’isola tornata a essere colonia, dove soccombono i tempi della natura.

«Ruju è un poeta moderno – rimarca ancora Polimene – vissuto proprio nel tempo in cui la Sardegna cambiava pelle e non completamente in bene. Anche per queste caratteristiche dell’opera l’idea iniziale era di realizzare il progetto negli istituti superiori di Nuoro, dove fare conoscere Romano Ruju e, insieme ai ragazzi, interpretare in maniera scenica le poesie della “Danza dell’argia”. Il Covid, però, ci ha imposto di cambiare programma». Quanto al cast, oltre Polimene e Manai, quest’ultimo autore delle musiche, la voce narrante e l’interpretazione sono dell’attore di Oliena Giuseppe Garippa, mentre Luca Murru, nuorese, ha curato il montaggio.

Il ricordo di Ruju avviene a distanza di qualche anno dalle ultime iniziative. Nel 2017, un angolo con l’illustrazione delle opere è stato aperto per “Mastros”, rassegna di prodotti e tradizioni. Vent’anni prima, nel 1994, l’iniziativa del Lyons Club nuorese. Al Museo del costume, per un’intera giornata si parlò dell’artista, che la città conosce anche per il fatto di essere stato a fianco di Costantino Nivola nell’allestimento della piazza Satta, oltreché cantore polifonico e tra i fondatori del Coro di Nuoro. La Sardegna l’ha conosciuto durante le centinaia di proposte teatrali del racconto “Su connottu”, dove in prosa ha ricostruito la rivolta del 1868, del popolo di Nuoro contro l’Editto delle chiudente.

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