“Sardi sicuri” arriva a Macomer

Gli amministratori locali promuovono lo screening. Test rapidi in dieci comuni il 6 e 7 febbraio

MACOMER. C’è attesa anche nel Marghine per l’avvio della campagna screening “Sardi sicuri” promossa dalla Regione. Si comincerà sabato 6 e domenica 7 febbraio per proseguire il weekend successivo. Quattro giorni per effettuare i test rapidi sulle popolazioni dei 10 centri interessati. L’adesione sarà su base volontaria e coinvolgerà tutti i cittadini sopra i 10 anni. Due le metodiche di ricerca del virus che verranno utilizzate a sette giorni di distanza l’una dall’altra. Nel caso un soggetto risulterà positivo al Covid verrà immediatamente sottoposto a tampone molecolare insieme a tutti i suoi contatti stretti. «Non possiamo che accogliere favorevolmente il cambio di passo impresso dal commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi», sottolinea Andrea Rubattu, assessore del Comune di Macomer con delega alla Protezione civile. «L’iniziativa è lodevole e sarà utile a fornire il quadro della situazione nel territorio».

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Silanus, Gian Pietro Arca. «Avere al vertice una persona competente e capace contribuirà senza dubbio ad affrontare l’emergenza sanitaria nel modo giusto».

E se il coordinamento scientifico è affidato al professor Andrea Crisanti, l’organizzazione pratica della campagna spetta agli amministratori locali. Loro il compito di trovare le sedi adatte per l’esecuzione dei test. «A Macomer saranno effettuati nel palazzetto dello sport e nella palestra comunale di Sertinu. Sono spazi ampi dove si possono rispettare le misure di sicurezza», precisa Andrea Rubattu.

A Borore la scelta è ricaduta sulla palestra delle scuole elementari. «I due ingressi – spiega il sindaco, Bastiana Carboni – consentono il flusso separato delle persone in entrata e in uscita. Auspico che la comunità risponda in massa alla chiamata».

In ogni paese c’è una soglia del 50% che si spera di raggiungere e superare.

«A Lei che ha 490 abitanti, di cui una ventina positivi al coronavirus – sottolinea il primo cittadino, Luigi Cadau –, bisognerebbe testarne minimo 227. Spero che saranno molti di più coloro che decideranno di sottoporsi allo screening nella ex scuola elementare di via Brigata Sassari». Bisognerà, però, fare i conti con i problemi di connessione. «Il nostro paese non dispone della fibra, la rete viaggia ancora a 640k – ammette suo malgrado il sindaco –. Stiamo studiando il modo per garantire agli operatori la possibilità di caricare i dati degli utenti sul sito dedicato». Anche a Bortigali si lavora per farsi trovare pronti. «Metteremo a disposizione la palestra comunale. I tamponi rapidi si eseguiranno la mattina e il pomeriggio. Certo – afferma il sindaco, Francesco Caggiari – l’ideale sarebbe stato effettuare la campagna screening nei mesi scorsi e avviare ora quella vaccinale su tutta la popolazione. Confidiamo che lo si possa fare quanto prima».

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