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Cala Liberotto, pineta in pericolo

Cala Liberotto, pineta in pericolo

Cresce il numero delle piante divorate da un coleottero. Chiesto l’intervento di Comune e Forestale 

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OROSEI. La pineta di Cala Liberotto, una delle più suggestive della costa orientale, è in pericolo. A minacciarne la salute è un temuto coleottero, chiamato Tomicus Destruens, che da decenni crea danni nelle fasce costiere dell’isola e che qui nel territorio di Orosei ha trovato terreno fertile da qualche anno, con conseguenze via via più gravi. Il timore ora è che se non si interviene per tempo, la sua diffusione possa diventare incontrollata con conseguenze disastrose. In altre parti del mondo, dalla Spagna alla California, la sua diffusione incontrollata ha avuto un effetto paragonabile a un incendio di vaste proporzioni: ettari ed ettari di pinete completamente divorate e portate al disseccamento nel giro di pochi anni.

Sollecitato sull’argomento già diversi anni fa, la facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, attraverso il suo preside Pietro Luciano, aveva sottolineato la gravità del fenomeno e suggerito l’urgenza di intervento attraverso le uniche azioni di significativa efficacia: abbattimento e la sistematica installazione di tronchi-esca in pineta, nel periodo invernale, destinati ad attrarre e raccogliere gli insetti, da rimuovere e distruggere al momento opportuno.

Dopo alcuni tentativi nella zona di Su Barone, l’iniziativa era stata abbandonata, ma nessun intervento era stato effettuato a Cala Liberotto, come sottolinea Francesco Chironi, già presidente del consorzio che riunisce numerosi proprietari di case impegnati nell’annosa vertenza degli usi civici. «Ora la situazione rischia di precipitare – dice Chironi – perché dopo alcuni abbattimenti obbligatori di piante infette ad opera di privati, nel giro di pochi mesi il coleottero si è rapidamente diffuso tra alcune decine di piante nella zona del Camping Sa Prama, a Cala Liberotto, seccandole completamente. Queste piante sono ora pericolanti, alcune già sradicate dal vento, con evidenti rischi di danni a persone e cose, ma soprattutto, completamente infestate dall’insetto pronto all’ulteriore diffusione». Gli esperti spiegano, proprio attraverso il sito del Corpo Forestale, che nei mesi di febbraio/marzo gli adulti del coleottero, dopo aver trascorso l’inverno all’interno dei tronchi infetti, depositano le uova nelle piante integre. E il ciclo di riproduzione continua. «Avere 20-30 piante infestate in così poco tempo – continua Chironi – ne mette a rischio altre 200 nel giro di pochi mesi, ossia apre al rischio molto concreto che l’intera area della pineta della zona possa essere rapidamente distrutta. Per questo assieme ad altri proprietari ho immediatamente provveduto a contattare il Comune di Orosei e il Corpo Forestale, invitandoli a coordinarsi tra loro per un intervento immediato. Ritengo che non ci sia da attendere neanche un giorno in più per bonificare completamente l’intera zona del focolaio, dove purtroppo il danno ormai è fatto, e i pini non ci saranno più. L’auspicio è che, superata l’emergenza, d’ora in avanti ciascuno faccia del suo per mantenere in vita un polmone verde già sofferente per età, e che lasciato nelle abituali condizioni è alla fine». (p.me.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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