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Consigli provinciali, voto ai cittadini

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Ussassai, l’idea dell’ex sindaco Giannino Deplano per dare voce alle popolazioni

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USSASSAI. Si è oramai in dirittura d’arrivo per il passaggio alle Province isolane: fra queste vi è anche quella dell’Ogliastra. Giannino Deplano, fino alla fine di ottobre dello scorso anno sindaco (lo è sta per diverse legislature) del più piccolo centro ogliastrino, che conta appena 512 residenti, rilancia l’idea che, a votare, per la scelta del nuovo consiglio provinciale, non siano i consigli comunali, ma tutta la popolazione.

«Rimango di stucco quando sento che, a votare, per formare il nuovo consiglio provinciale, saranno soltanto i consigli comunali dei centri del territorio – sostiene Deplano che per decenni fu in prima fila per l’istituzione dell’ente intermedio, che in Ogliastra ebbe vita dal 2004 fino al giugno 2012, in seguito alla scelta popolare sul referendum per l’abrogazione delle Province –. In questa maniera, si continuerà a creare un sempre maggiore “distacco” fra le istituzioni e le popolazioni. Perché non possono essere gli abitanti dei 22 centri ogliastrini (non si sa ancora che cosa farà Seui, dopo essere passato ad altro ente intermedio) a scegliere i proprio rappresentanti nel nuovo consiglio provinciale?».

L’ex primo cittadino ussassese, che è sempre stato in prima linea, non solo per l’istituzione della Provincia Ogliastra, ma anche per la viabilità interna ed esterna, per la sanità, il lavoro, i trasporti, chiede a gran voce che l’intera comunità territoriale si mobiliti per centrare l’obiettivo.

«Piano piano – sottolinea Deplano – ci stanno togliendo tutto. Basta pensare alla mancanza del medico di base qui a Ussassai, agli interventi lungo le arterie principali che continuano a essere annunciati ma senza che si registrino evidenti risultati, alla mancanza di opportunità occupazionali allo spopolamento dei centri delle zone interne e via dicendo. Ecco perché – aggiunge – dobbiamo chiedere a gran voce che siano le popolazioni dei 22 centri interessati a essere chiamate al voto per la creazione del nuovo consiglio provinciale. Senza delegare tutto ai consigli comunali». (l.cu.)

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