«Cultura, dobbiamo cambiare passo»
di Pietro Rudellat
San Teodoro, sì al progetto Unesco. L’assessora Cossu: patrimonio immenso
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SAN TEODORO. «Per la prima volta la cultura ha un suo assessorato a San Teodoro e ora serve un deciso cambio di passo». Le parole di Luciana Cossu, assessora alla cultura del comune gallurese, non lasciano dubbi sui progetti che dovranno prendere corpo nel prossimo futuro e che dovrebbero ampliare l'offerta turistica di San Teodoro. E lo scorso 29 gennaio il consiglio comunale ha votato unanimemente a favore del progetto per il riconoscimento da parte dell’Unesco del paesaggio culturale sardo. L'iniziativa, promossa dall'associazione “La Sardegna verso l'Unesco”, è stata accolta in maniera favorevole dal consiglio regionale, dalla giunta e da oltre trecento comuni in tutta l'isola. La Sardegna – secondo l’associazione – può essere considerata come “museo a cielo aperto” grazie alla sua rete fittissima di siti archeologici tra cui le 10mila torri nuragiche, i dolmen e le domus de janas. L'immenso patrimonio culturale presente nel territorio necessita però di essere maggiormente tutelato e valorizzato, anche in una prospettiva di uno sviluppo sostenibile. Il riconoscimento dell'Unesco permetterebbe anche una fruizione più responsabile e programmata per far sì che le numerose risorse diventino attrazioni culturali e generino economia turistica. «Bisogna valorizzare una Sardegna ancora poco conosciuta e tutelare l'identità in cui i sardi si riconoscono – aggiunge Luciana Cossu – Anche San Teodoro vanta nel suo territorio un patrimonio nuragico e prenuragico che speriamo di poter valorizzare al più presto. Già l'isoletta di Proratora, di fronte a Punta Est, è stata oggetto di scavi che vorremmo riprendere in tempi brevi».
Le indagini archeologiche nel sito di Proratora si sono svolte nel periodo settembre-ottobre 2011.In collaborazione con l’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, venne condotta la prima campagna di scavo, che ha messo in luce un insediamento di tipo commerciale, forse un approdo per le navi e luogo di scambio delle merci, di età repubblicana. «Non possiamo escludere – conclude l'assessora – un investimento sul turismo archeologico che sarà importante per porre le basi per un sistema di turismo culturale alternativo. Raccontare la nostra realtà identitaria è importante e servirà inoltre per ampliare la nostra offerta turistica».
Le indagini archeologiche nel sito di Proratora si sono svolte nel periodo settembre-ottobre 2011.In collaborazione con l’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, venne condotta la prima campagna di scavo, che ha messo in luce un insediamento di tipo commerciale, forse un approdo per le navi e luogo di scambio delle merci, di età repubblicana. «Non possiamo escludere – conclude l'assessora – un investimento sul turismo archeologico che sarà importante per porre le basi per un sistema di turismo culturale alternativo. Raccontare la nostra realtà identitaria è importante e servirà inoltre per ampliare la nostra offerta turistica».
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